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Ucraina, Draghi: "Le sanzioni a Mosca hanno funzionato". Ma su quali evidenze si basa?

Il presidente del Consiglio Mario Draghi parla in Senato della situazione in Ucraina: "Continueremo a sostenere Kiev"

21 Giugno 2022

Mario Draghi

fonte: imagoeconomica.it

"Il 3 giugno il Consiglio europeo ha varato un sesto pacchetto di sanzioni" contro Mosca, che, secondo Mario Draghi, "funzionano". "Il tempo ha rivelato che sono efficaci" e "canali di dialogo" con il Cremlino "restano aperti". Queste le prime parole del premier oggi, martedì 21 giugno 2022, in Senato in vista del prossimo vertice Ue. Ma non appena il Presidente del Consiglio parla di questo tema, la domanda che subito sorge spontanea è una sola: su quali evidenze si basa Mario Draghi nel dire che le sanzioni stanno funzionando?

Ucraina, Draghi: "Italia continua a sostenere Kiev e Zelensky"

"Ci avviciniamo al quarto mese di invasione russa dell'Ucraina. Mosca continua ad aggredire militarmente le città al fine di espandere il controllo sul territorio", prosegue Draghi. E poi ribadisce che "solo una pace concordata e non subita può essere duratura". Durante la "visita a Kiev ho visto da vicino le devastazioni della guerra e constatato la determinazione degli ucraini nel difendere il loro Paese" sottolinea e "il presidente Zelensky ci ha chiesto di continuare a sostenere l'Ucraina per raggiungere una pace che rispetti i loro diritti: solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura".

"L'Italia continuerà a lavorare con l'Ue e il G7 per sostenere l'Ucraina, ricercare la pace, superare questa crisi. Questo è il mandato ricevuto del Parlamento, da voi, e questa è la guida per la nostra azione", dice ancora Mario Draghi in Senato. "A Kiev ho ribadito che l'Italia vuole l'Ucraina in Europa e vuole lo status di Paese candidato. Siamo stati tra i primi a sostenere questa posizione con chiarezza in Ue e in Occidente e per la prima volta l'ho fatto proprio in questo Parlamento, continueremo a farlo anche al Consiglio Ue".

"Sono consapevole - aggiunge infine - che non tutti gli Stati membri condividono questa posizione ma la raccomandazione della Commissione è un segnale incoraggiante e confido che il Consiglio Ue raggiunga una posizione consensuale in merito".

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