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Zelensky all'Ispi chiede "armi ed equipaggiamenti moderni". Draghi lo accontenterà?

Il 21 giugno c'è la risoluzione delle armi a Kiev, e Draghi ha un arduo compito da portare avanti. Il presidente ucraino intervenuto in videocollegamento ha poi ordinato: "L'Italia deve sostenerci non solo con le sanzioni"

20 Giugno 2022

Zelensky e Draghi

Zelensky e Draghi

Volodymyr Zelensky si rivolge all'Italia e intervenuto in videocollegamento al Global Policy Forum dell'Ispi a Milano in occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato dichiara: "L'Ucraina ha bisogno di aiuto: rifornimenti, alimenti, armi ed equipaggiamenti moderni" e poi quasi supplicando: "Per favore, sosteneteci". Il presidente ucraino dopo essersela presa con la Germania nelle ultime settimane, rea di essere arrivata tardi all'appuntamento con la guerra, adesso ha messo nel mirino l'Italia.

Zelensky: "Abbiamo bisogno di armi ed equipaggiamenti moderni"

Draghi deve preoccuparsi? Forse. Ma tra pochi giorni avremo la risposta con la risoluzione sulle armi a Kiev. E se i desideri di Zelensky verranno esauditi. "Non possono bastare le sanzioni alla Russia. L'Ucraina deve rinascere dalle proprie ceneri: dobbiamo permettere alle persone di tornare nelle proprie case, questa deve essere la nostra priorità, altrimenti avremo una crisi senza precedenti". 

"Dobbiamo assicurarci -ha aggiunto- che i rifugiati e gli sfollati tornino a casa, non importa dove cerchino rifugio: dobbiamo fare in modo che siano in grado di tornare in Ucraina", minacciando poi, "pensate cosa succederebbe se l'economia italiana si fermasse". "Ciò che vogliamo è la fine della guerra e che la nostra terra non appartenga a nessun altro. Stiamo proteggendo i nostri obiettivi e valori comuni con l'Europa. Per noi questo è un fattore unificante e credo che sia per questo che abbiamo ricevuto lo status di candidato. L'Ue deve solo considerarci un partner alla pari".

Zelensky: "Ucraini torneranno a casa"

"117° giorno di guerra. In questo periodo, più di 5 milioni di ucraini sono stati costretti a lasciare le loro case e ad andare all'estero. Per principio non voglio chiamare questi ucraini rifugiati. Credo che torneranno a casa. Non appena la Russia uscirà dalla nostra terra. Non appena sarà stabilita la pace. Faremo tutto il possibile per questo". "Vorrei ringraziare il vostro popolo, la vostra città e il premier Draghi per l'assistenza alla nostra popolazione, specialmente a donne e bambini". "Dobbiamo assicurarci che rifugiati e sfollati possano tornare a casa, possiamo creare un precedente storico. Abbiamo dimostrato che non è possibile distruggere l'Ucraina", ha aggiunto con la consueta convinzione. 

  

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