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Governo fotocopia, l'ultima ipotesi nel caso Draghi salga al Quirinale: il precedente illustre

L'eventualità che Draghi salga al Quirinale resuscita l'ipotesi - non inedita - del governo fotocopia: stessi componenti ma con premier diverso

20 Gennaio 2022

Governo fotocopia, l'ultima ipotesi nel caso Draghi salga al Quirinale: il precedente illustre

Fonte: lapresse.it

Governo fotocopia: è questa l'ultima ipotesi che sta prendendo forma in caso di elezione di Mario Draghi al Quirinale. Un esecutivo con gli stessi componenti di quello attuale ma con un diverso presidente del Consiglio, che tuttavia non si discosti dal solco tracciato dall'ex capo della Bce. Stando a quanto riferito all'Adnkronos da fonti qualificate, l'opzione sarebbe al momento l'unica sul tavolo che consentirebbe un facile approdo di Draghi al Colle. Uno schema non nuovo nella storia dell'Italia repubblicana e che vede un quasi precedente illustre nel 1982, con il secondo governo di Giovanni Spadolini, anche se in quel caso anche il presidente era lo stesso.

Governo fotocopia, l'ipotesi nel caso Draghi salga al Quirinale

Resta dunque esclusa per il momento la possibilità che per il post Draghi subentri un governo di unità nazionale con tutti i principali leader di partito. Eventualità evocata per ora da Matteo Salvini, anche se dai palazzi romani l'indirizzo da prendere pare essere un altro: "Se riapri la partita non chiudi più nulla, soprattutto c'è il rischio venga giù tutto. D'altronde - prosegue la fonte - il governo attuale ha già una forte impronta politica, per il Pd c'è Franceschini, per il M5S Di Maio, per la Lega Giorgetti, per Fi si passa da Gelmini a Brunetta, per Leu Roberto Speranza". L'unica apertura potrebbe tuttavia essere quella di un "rimpastino", al fine di dare più peso alla componente politica dell'esecutivo.

Il rischio è quindi di sacrificare i ministri tecnici del governo del migliori, con Roberto Cingolani, Patrizio Bianchi, Enrico Giovannini e Luciana Lamorgese come primi nomi che potrebbero saltare. Se da un lato infatti la titolare del Viminale è da tempo nel mirino della Lega, dall'altro il M5s non rifiuterebbe certo di allungare le mani sul ministero della Transizione Ecologica, lasciando al Pd quello dell'Istruzione. Rimangono soltanto Marta Cartabia e Vittorio Colao, attualmente i candidati più papabili a succedere a Mario Draghi sulla poltrona di Palazzo Chigi. Questo sempre che nel voto per il Quirinale non riesca a spuntarla quella famosa donna che in tanti invocano e che quella donna non sia proprio l'attuale ministra della Giustizia.

Il precedente di Spadolini nel 1982

Non è però la prima volta che nella storia repubblicane ci si rivolge all'escamotage di un governo con gli stessi membri del precedente. L'espressione "governo fotocopia" nacque infatti nel 1982 con la formazione del secondo esecutivo guidato da Giovanni Spadolini, primo politico non democristiano a diventare presidente del Consiglio dei ministri. L'organico del secondo governo Spadolini era sostanzialmente identico - in questo caso anche nella figura del premier - all'esecutivo precedente, con l'eccezione di Vittorio Olcese come sottosegretario alla Presidenza. Esso era infatti subentrato in sostituzione di Francesco Compagna, deceduto un mese prima del giuramento.

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