Sabato, 21 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Quirinale, sul Colle il Pd lotta con se stesso: riuscirà Letta a imporre Draghi

A pochi giorni dal voto per il Quirinale il Pd continua a lottare per risolvere le sue crisi interne: non tutti nel partito sono favorevoli a vedere Draghi al Colle come vorrebbe Letta

18 Gennaio 2022

Quirinale, sul Colle il Pd lotta con se stesso: riuscirà Letta a imporre Draghi

Fonte: lapresse.it

Le votazioni per il Quirinale sono ormai alle porte, ma ora come non mai il Pd a guida Letta sembra essere diviso al suo interno in merito al nome per il Colle. Se da un lato infatti il segretario vorrebbe imporre il nome di Draghi come prossimo presidente della Repubblica, dall'altro ministri pesanti come Andra Orlando e Dario Franceschini continuano a non vedere di buon occhio l'ex capo della Bce al vertice dello Stato. Il rischio è quello di un'implosione Dem al momento di andare al voto, con la seria possibilità che a spuntare la partita per il Quirinale sia il centrodestra. Sullo sfondo resta il Movimento 5 Stelle, forse troppo impegnato nella faida tra Conte e Di Maio per dare il giusto peso alla corsa al Colle.

Quirinale, sul Colle il Pd lotta con se stesso

Al momento la situazione in casa Pd si regge su un equilibrio precario. Se nei prossimi giorni Letta dovesse realmente spingere su Draghi al Quirinale potremmo assistere a una vera e propria spaccatura che potrebbe avere conseguenze sul governo in carica. Di per se Draghi non sarebbe nemmeno la soluzione ideale, ma dopo i ripetuti no di Mattarella a un eventuale bis non restano altri cavalli su cui puntare per il segretario Dem. Le ipotesi al momento sul tavolo oltre all'attuale premier sono poco più che mere suggestioni: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro o l'ex premier Gentiloni. Nomi troppo azzardati perché riescano a trovare una reale convergenza in Parlamento.

A fianco di Letta per l'ipotesi Draghi al Colle ci sono attualmente anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e probabilmente anche l'ex segretario Nicola Zingaretti. Fortemente contrari restano invece il ministro della Cultura Dario Franceschini e il ministro del Lavoro Andra Orlando. È stato proprio quest'ultimo, durante la direzione del Pd, a chiedere "continuità del governo e della legislatura", chiudendo dunque ogni spazio per l'ipotetica salita al Quirinale di Mario Draghi. Salita che se venisse concretizzata potrebbe portare con se anche il rischio di elezioni anticipate, con gran timore non tanto del Pd, quanto più del M5S. Il gruppo parlamentare grillino teme infatti più di ogni altra cosa il ritorno alle urne, data la più che realistica possibilità che la maggior parte di esso finisca per non essere rieletto, sia per un generale calo di consensi del partito che per effetto del referendum sul taglio dei parlamentari.

Disordini analoghi anche sul versante Dem, con Letta che per i prossimi giorni sarà impegnato a gestire un gruppo parlamentare espressione della precedente segreteria Zingaretti, e dunque possibile fucina di disertori e franchi tiratori. Il ricordo va ovviamente alle elezioni presidenziali del 2013 e ai famosi 101 parlamentari che affossarono la candidatura di Romano Prodi. Riuscirà Letta a ricompattare il partito e a non essere ricordato come il segretario che perse il Quirinale?

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x