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Benedetto Croce

A Beppe Sala piace l’immigrato a giorni alterni

Il sindaco di Milano lascia la città alla malavita e accampa scuse per gli stupri del 31 dicembre in Piazza Duomo

Di Aldo Snello

14 Gennaio 2022

sala expo

Già il fatto che Beppe Sala fosse capo di gabinetto al tempo di Letizia Moratti Sindaco, quindi in quota berlusconiana, poi renziano, in seguito piddino sfegatato e ora super ecologista, fa capire la bassezza morale di questo individuo; se ci mettiamo che, per eccesso di finto buonismo e falsa inclusione, abbia dichiarato che gli stupri dell’ultimo dell’anno in Piazza Duomo, a danno di alcune donne, “sono compiuti da ragazzi extracomunitari non di Milano” la presa in giro è servita. Lui, che tanto ama gli immigrati e poco i cittadini milanesi. Come può un sindaco dichiarare questo, non puntando il dito in maniera netta contro quanto accaduto e andare subito in sostegno delle mal capitate? Beppe Sala e Milano stanno prendendo una piega che porterà entrambi a scontrarsi contro situazioni molto pesanti, dall’immigrazione incontrollata in punti strategici della città a stupri, dallo spaccio alla povertà, alla faccia dell’inclusione e di “Milano capitale economica e mitteleuropea”. Ribadiamo pure un concetto: le ultime elezioni sono state rivinte dal kompagno Sala non perché i milanesi abbiano stima di lui ma perché il centrodestra non ha dato valide alternative; la differenza è sostanziale e il tutto si percepisce acutamente in città. E' pur che, negli ultimi anni, Milano abbia fatto un passo avanti sotto il profilo architettonico e urbanistico, rendono la città lombarda fiore all'occhiello dell'Italia e del mondo, e nulla da invidiare a Londra o New York.

Quando si tratta di toccare gli immigrati irregolari che vendono e fanno di tutto in strada, alla faccia dei commercianti, abitanti e turisti onesti, Sala e company fanno spallucce. Invece di fregare continuamente i milanesi e fare cortei per le famiglie arcobaleno, mettendo da parte i veri problemi della città, Beppe Sala dovrebbe pensare più a Milano e a far rispettare le regole, visto che la metropoli è diventata un covo di virus, malavita, spaccio e malessere generale. Di sicuro, amministrare una città come Milano non è facile e le colpe non sono certo tutte da addossare al primo cittadino, visto come molta della "sicurezza" è appannaggio del Governo nazionale

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