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M5S, Conte si rimangia la promessa: "Sì a esponenti del movimento su canali Rai"

Il leader del M5S Giuseppe Conte torna sui suoi passi dopo il boicottaggio dei canali della tv pubblica deciso a seguito delle mal digerite nomine Rai: "Necessario trasmettere forza e fiducia"

10 Gennaio 2022

Giuseppe Conte assediato dai giornalisti, 2021

Giuseppe Conte assediato dai giornalisti, 2021 (fonte foto: Lapresse)

Giuseppe Conte farà tornare i rappresentanti del M5S in Rai. La decisione è arrivata diversi mesi dopo la sfuriata che aveva seguito la decisione sulle nomine di partito in seno alla tv pubblica. In quell'occasione Conte si era mostrato decisamente contrariato per la perdita di fondamentali uomini e donne di fiducia in posizioni chiave. Su tutte quella del Tg1, ora diretto da Monica Maggioni. Il cambio d'idea di Conte sarebbe dovuto a una necessità di "trasmettere forza e fiducia" a un paese disorientato dal rapido evolvere della pandemia da Covid-19.

Le parole di Conte

"Una decisione che matura in uno dei momenti più delicati e difficili di questa pandemia, in cui è indispensabile metterci la faccia e avere un filo diretto con gli italiani per spiegare le decisioni con trasparenza e trasmettere forza e fiducia." - ha dichiarato il leader Giuseppe Conte.
"In queste settimane il Movimento 5 Stelle ha accelerato il percorso che porta a una proposta di riforma della Rai - aggiunge - "In primo luogo con l'attività e le audizioni a livello parlamentare, il confronto con gli esperti e lo studio delle recenti riforme del sistema radiotelevisivo attuate in altri Paesi europei. Abbiamo anche programmato un evento attraverso il quale, nei prossimi giorni, illustreremo i capisaldi di questo progetto, aprendo un dialogo nel Paese per superare le attuali dinamiche, consunte e dannose, dell'attuale assetto della Rai."

"Riforma della Rai"

"Crediamo che sia questo il momento decisivo per proporre una riforma che declini al futuro l'azione della Rai, rendendola appetibile e al passo con le sfide tecnologiche e culturali che i tempi ci impongono" - ha continuato - "Per queste stesse ragioni, abbiamo deciso di sospendere l'assenza simbolica dalle testate del servizio pubblico radiotelevisivo sulla quale avevamo collegialmente convenuto lo scorso 17 novembre."

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