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Inchiesta sui morti di Bergamo, le frasi del procuratore fanno tremare Speranza: "Non ha detto la verità"

Secondo il procuratore capo di Bergamo il ministro Speranza "non ha raccontato cose veritiere" in merito all'inchiesta sulla prima ondata di Covid

29 Novembre 2021

Inchiesta sui morti di Bergamo, le frasi del procuratore fanno tremare Speranza: "Non ha detto la verità"

Fonte: lapresse.it

Emergono nuovi dettagli dall'inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione della pandemia durante la prima ondata, con la posizione del ministro della Salute Roberto Speranza che potrebbe uscirne seriamente compromessa a seguito delle ultime rivelazioni. Stando a quanto riportato in esclusiva da Francesca Nava sulle pagine di Domani infatti, il procuratore capo di Bergamo Antonio Chiappani ha affermato che il ministro "non ha raccontato cose veritiere, anche questo dovremo valutare", in riferimento a quando questi dichiarò di non aver mai mentito al Parlamento.

Inchiesta sui morti di Bergamo, le dichiarazioni su Speranza

Nell'articolo, pubblicato lunedì 29 novembre, viene specificato come l'inchiesta della procura orobica abbia voluto fare luce "sulle mancanze di un intero sistema, che coinvolge direttamente il ministero della Salute per il mancato aggiornamento e la mancata attuazione del Piano Pandemico Nazionale". Piano pandemico stilato nel lontano 2006 e che, secondo i magistrati di Bergamo, prevedeva dei protocolli applicabili a qualsiasi malattia contagiosa di natura respiratoria, quindi potenzialmente anche al Covid-19.

Una circostanza quest'ultima negata dal ministro Speranza, il quale durante gli interrogatori con i magistrati ha inoltre smentito di aver espresso lamentele con Hans Kluge, direttore europeo dell'Oms, in merito al report del ricercatore dell'organizzazione Francesco Zambon. In quel report, pubblicato sul web il 14 maggio 2020 e inspiegabilmente cancellato 24 ore dopo, si evidenziava infatti come la gestione della prima fase della pandemia da parte delle autorità italiana fosse stata "caotica, improvvisata e creativa".

Le chat tra Speranza e Brusaferro

Le dichiarazioni del ministro della Salute sembrerebbero tuttavia essere smentite dalle chat Whatsapp tra questi e il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, che mostrerebbero come il ministro abbia fatto pressioni sull'Oms affinché il report venisse ritirato: "Sto guardando il report dell’Oms. Con Kluge sarò durissimo. Danni enormi non mi pare ne faccia. Forse solo sui decessi".

A questo messaggio ne segue poi un altro in cui Speranza afferma: “[Kluge] mi ha chiamato. Si è scusato. Ho ribadito che al momento non facevo commenti sui contenuti ma sul metodo. Ha confermato che lo ha ritirato e che si propone di discuterlo con noi. Credo faranno un'indagine interna sulle responsabilità". A conferma di ciò, ci sarebbe ance una mail inviata da Kluge al ricercatore Zambon, in cui viene specificato come il ministro sia stato "molto infastidito" dal contenuto del report.

Brusaferro ignaro del piano fino a maggio 2020

Il giudizio generale dato dal report infatti era che vi era stata una "consapevole sciatteria di chi doveva aggiornare quel piano". Sciatteria che avrebbe portato "un’intera classe dirigente ad affermare che fosse strutturalmente inadeguato al Covid, senza ammettere che fosse invece un pezzo di carta dimenticato in qualche cassetto ministeriale, su cui nessuno aveva mai investito davvero".

Vi è poi il dato singolare per cui Silvio Brusaferro non avrebbe mai letto il piano pandemico del 2006 prima del maggio 2020, come affermato dallo stesso presidente dell'Iss durante gli interrogatori: "(Brusaferro, ndr) lo ha dichiarato, ha riletto il verbale e lo ha firmato", ha detto il procuratore capo Chiappani. Le indagini dei pubblici ministeri bergamaschi, coordinati dal magistrato Maria Cristina Rota, dovrebbero concludersi tra poche settimane. Alla luce di queste nuove rivelazioni non si esclude pertanto l'emissione di nuovi avvisi di garanzia.

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