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Cartabia nomina per il ministero una dirigente della Scuola superiore di Magistratura. Divisione in Csm

La ministra della Giustizia è stata contestata per avere scelto tra i consiglieri Antonella Cirello. Una nomina considerata "pericolosa" da alcuni membri del Csm

06 Ottobre 2021

Riforma Giustizia Cartabia

Fonte: lapresse.it

La ministra della Giustizia Marta Maria Carla Cartabia ha scelto per la carica di "consigliera per le politiche di innovazione amministrativa" Antonella Ciriello, già membro del Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura. La nomina è stata ampiamente discussa in Consiglio superiore della magistratura a causa della sovrapposizione di ruoli a cui andrebbe incontro Ciriello, cosa che potrebbe creare conflitto di interesse nella magistratura. Piovono le critiche su Cartabia per la scelta, ma il via libera passa per il rotto della cuffia e la nuova nomina è stata approvata.

Cartabia e la nomina controversa: per il ministero sceglie Antonella Ciriello

La ministra Cartabia continua a smuovere le acque in magistratura, anche nelle questioni secondarie. Questa volta a fare discutere è stata la nomina da parte della ministra della giustizia per il ruolo di "consigliera per le politiche di innovazione amministrativa". Cartabia ha scelto come sua consigliera il magistrato Antonella Ciriello, che già ricopre la carica di magistrato presso la Corte di Cassazione. Il problema riscontrato nella nomina sorge però dal fatto che Ciriello è anche membro del Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, che si occupa della formazione e dell'aggiornamento di giudici e pm.

Gli ostacoli al via libera per l'approvazione di Ciriello in Csm ruota attorno all'unione di questi due ruoli, che secondo alcuni consiglieri sarebbe un pericolo per l'immagine di indipendenza  della magistratura. Tra le motivazioni addotte da chi si è opposto alla nomina del magistrato scelto da Cartabia, ci sarebbe anche il compenso che segue la carica. Ad Antonella Ciriello spetterebbero infatti ben 51 mila euro di compenso annuo lordo. Il plenum ha dovuto votare sulla nomina del magistrato, ma prima di procedere con il parere dei membri del Csm si è tenuto un acceso dibattito che ha visto Cartabia scontrarsi con alcuni oppositori e dover difendere la sua scelta. All'interno del Consiglio Superiore della Magistratura tutti gli incarichi extragiudiziari devono essere autorizzati e approvati per maggioranza di voti, cosa che quindi include l'espressione del parere comunitario sul ruolo di consigliera previsto dalla ministra della Giustizia.

Cartabia crea scompiglio in Csm: per Ciriello 51mila euro per il ruolo di consigliera

Dibattito acceso prima del voto per approvare il nuovo consigliere per le politiche di innovazione amministrativa, ma Ciriello ce l'ha fatta, per il rotto della cuffia. Critiche messe da parte il mandato della ministra è stato approvato con 14 voti favorevoli contro 10 contrari. Pochissimi voti di scarto ma che saranno sufficienti per l'aggiunta di questa carica prestigiosa per il magistrato.

Tra i consiglieri che si sono mostrati dubbiosi nei confronti della scelta di Cartabia, il primo ad esprimersi è stato Nino Di Matteo, che ha sollevato il problema dell'unione di due incarichi così delicati nelle loro mansioni di fronte ai colleghi. Secondo il consigliere, il ruolo chiave svolto nella Scuila da Ciriello potrebbe creare un conflitto di interessi nel momento in cui questa avrà contatti diretti con la ministra. Lo ha chiamato un effetto che porterà "appannamento dell'immagine dell'indipendenza" della magistratura. Ad aggravare la situazione è stata portata come motivazione il compenso che accompagna la carica. I 51mila euro sarebbero infatti sufficienti a creare condizioni fertili per il proliferare di corruzione e problematiche legate alla vicinanza con la ministra.

Tuttavia, a conti fatti, la ministra Cartabia ha avuto la meglio nella sua scelta. La maggioranza dei membri del Csm ha dunque votato a favore e la nomina è stata confermata. Contento il consigliere Michele Ciambellini, secondo il quale "l fatto che il ministro voglia avvalersi di competenze nel settore informatico, che la dottoressa Ciriello ha nella massima ampiezza, è qualcosa che potrebbe giovare all’organizzazione dei servizi giudiziari". Ciriello come valore aggiunto, non come ostacolo dunque. E la polemica sul compenso invece, considerata sterile dalla maggioranza in quanto, che ai cittadini comuni piaccia o no, quello è il compenso per un incarico ai livelli del Csm.

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