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Lega, Salvini: "Niente scissione. Anzi, presto nuovi arrivi e non solo da centrodestra"

Il leader della Lega risponde così alla voci di possibili diatribe interne al Carroccio

22 Settembre 2021

Lega, Salvini: "Niente scissione. Se ci vogliono divisi dovranno aspettare 30 anni"

Fonte: lapresse.it

Dopo l'approvazione del Green pass per tutti i lavoratori, erano girate voci su una possibile scissione, su possibili diatribe tutte interne alla Lega. "Sono trent'anni che ne dicono di tutti i colori sulla Lega", risponde il leader del partito Matteo Salvini, ospite a Telelombardia. "Se aspettano una Lega divisa devono aspettare i prossimi trent'anni", continua. "Un partito che raccoglie la fiducia di milioni di italiani, che ha mille sindaci e governa 14 regioni per fortuna in democrazia ha sensibilità diverse, ma su alcuni temi fondamentali, il no a nuove tasse, la conferma di Quota 100 e l'aumento delle pensioni di invalidità, siamo tutti d'accordo".

Lega, Salvini: "Niente scissione"

"Sulla storia del green pass esteso o meno saranno gli anni a dire chi aveva ragione", dice Salvini. "Noi stiamo garantendo come Lega il diritto al vaccino per chi lo vuole e il diritto alla studio, alla mobilità e al lavoro a tutti quelli che hanno fatto un'altra scelta. Una posizione di equilibrio, con i tamponi a basso costo", ha aggiunto il capo del Carroccio.

"Con Draghi - afferma ancora il capo del Carroccio - c’è sintonia perché la Lega ha fatto nascere questo governo sul preciso impegno che non si sarebbe aumentata nessuna tassa. Noi siamo al fianco di Draghi". "A sinistra si parla di tassa patrimoniale e di tasse sui risparmi. In questi giorni si parla di revisione degli estimi catastali, che significa un aumento della tassa sulla casa. Da questo punto di vista contiamo su Draghi come argine alla voglia di tasse della sinistra e dei 5 Stelle", conclude Salvini.

Lega, Salvini: "Nuovi arrivi, non solo da centrodestra"

"Nei prossimi giorni entreranno nella Lega alcuni parlamentari", promette poi il capo del Carroccio, smentendo dunque qualsiasi aria di crisi. "Di diverse parti, non solo di centrodestra". La crescita della Lega "che passa dai sindaci ai consiglieri regionali, passerà anche attraverso l'adesione convinta al progetto Lega di alcuni parlamentari", ha aggiunto Salvini.

"In questo periodo non entrano nella Lega solo due consiglieri regionali e un sottosegretario, ma alcune centinaia di amministratori locali che per me valgono più di deputati, senatori e ambasciatori", ha continuato il leader delle cravatte verdi, annunciando il passaggio da Forza Italia alla Lega del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, e di due altri esponenti regionali.

Salvini: deputati assenti per il voto alla Camera? Non è un regime

Su i deputati leghisti assenti nella giornata di martedì 21 settembre al voto di fiducia alla Camera sul Green pass, Salvini ha detto che "i parlamentari sono liberi di esserci o non esserci, fortunatamente siamo in democrazia e non in un regime". Poi ha parlato dell’addio di Donato e in riferimento alle due anime ormai presenti nella Lega, il governatore Massimiliano Fedriga aveva dichiarato che nel partito "non c’è spazio per no vax". "La Lega è un movimento democratico e in democrazia ogni idea è rispettata e rispettabile", afferma Salvini.

Lega, resa dei conti tra Salvini e Giorgetti: si teme scissione

La leadership di Matteo Salvini, effettivamente, almeno per adesso, non dovrebbe essere in discussione. Tutti gli esponenti verde cravattati dichiarano di rimanere fedeli a colui che ha riportato, ormai tanti anni addietro, il partito fondato dal Senatur Umberto Bossi a nuovi fasti. Certo è che intanto la Lega cala nei sondaggi. Ben lontani appaiono infatti i tempi in cui Salvini vantava quasi il 40 percento dei consensi. Ora ne conta circa la metà, con la restante metà guadagnata dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Quindi presto, all'interno della Lega, potrebbe manifestarsi qualche malcontento. Intanto il Carroccio perde qualche pezzo: l'eurodeputata Donato ha deciso di lasciare in quanto i suoi ideali "non corrispondono più a quelli del partito".

Pur accettando che la guerra civile tra gli esponenti del partito padano sia ben lontano dallo scoppiare, non possiamo non notare come le posizioni dei principali leader siano leggermente contrastati. Per il momento una cosa è certa: nessuno dei leghisti mette in discussione l’uomo che ha portato la Lega dal 4 al 40%, appunto Matteo Salvini. Peccato però che la Lega non sia più al 40%, ma, come già accennato, sia scesa al 20%. Dunque Salvini verrebbe messo in discussione se il Carroccio scendesse ancora? Difficile dare una risposta, e del resto è facile capire come in un partito enorme come quello della Lega possano esserci opinioni diverse senza che ci siano per forza scissioni (come invece capita spesso a Sinistra).

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