Lunedì, 25 Ottobre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Lega, presto possibile resa dei conti tra Salvini e Giorgetti: si teme scissione

Il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti si è allineato alle posizioni del Governo sul Green Pass, mentre il leader Matteo Salvini frena: intanto Lega perde terreno nei sondaggi

21 Settembre 2021

Lega, presto possibile resa dei conti tra Salvini e Giorgetti: si teme scissione

Fonte: lapresse.it

Presto ci potrebbe essere una scissione all'interno della Lega, che si potrebbe dividere in due anime: quella di Giancarlo Giorgetti (fedele sostenitore del Governo) e quella di Matteo Salvini (più dubbioso). Il rischio di spaccatura, al momento, è basso ma c'è. La situazione ricorda quando il delfino di Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, si staccò da Forza Italia per sostenere Mario Monti. Giorgetti, infatti, è a suo agio nel Governo delle restrizioni e del Green pass obbligatorio. Meno lo è Matteo Salvini, che manda giù mentre continua a insistere su tamponi gratuiti. 

Lega, resa dei conti tra Salvini e Giorgetti: si teme scissione

La leadership di Matteo Salvini, per adesso, non dovrebbe essere in discussione. Tutti gli esponenti verde cravattati dichiarano di rimanere fedeli a colui che ha riportato, ormai tanti anni addietro, il partito fondato dal Senatur Umberto Bossi a nuovi fasti. Certo è che intanto la Lega cala nei sondaggi. Ben lontani appaiono infatti i tempi in cui Salvini vantava quasi il 40 percento dei consensi. Ora ne conta circa la metà, con la restante metà guadagnata dalla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Quindi presto, all'interno della Lega, potrebbe manifestarsi qualche malcontento. Intanto il Carroccio perde qualche pezzo: l'eurodeputata Donato ha deciso di lasciare in quanto i suoi ideali "non corrispondono più a quelli del partito".

Tuttavia, al di là di qualche defezione, che potrebbe essere solo occasionale, è certo che il partito si stia dividendo sempre di più in due ali. Il vicesegretario della Lega e ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, all’inaugurazione del Micam-Mipel alla Fiera di Rho, ha fatto sapere che lui e Salvini vanno "d’amore e d’accordo". Una frase che ricorda molto i giuramenti d'amore eterno dei calciatori verso la squadra in cui giocano salvo poi passare ad un altra per qualche euro in più. Giorgetti rilancia sul Green Pass, argomento che non piace particolarmente a Salvini: "Le decisioni difficili assunte dal Governo, come l’obbligo del green pass sui luoghi di lavoro, sono volte non a limitare la libertà, ma ad aumentare la libertà e l’incontro. Abbiamo fatto queste misure per riaprire".

Non pare tuttavia che il leader della Lega sia allineato con Giorgetti. Nelle ore successive all'annuncio dell'estensione dell'obbligatorietà del certificato verde, Salvini aveva commentato freddamente: "Mi fido di Draghi", ma noi della lega, "preferiamo la gratuità dei tamponi". Non solo, nella questione si è anche infilato un terzo incomodo: il Presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.  "Per noi il Green Pass è semplicemente uno strumento per riattivare l'economia. L'alternativa sono le chiusure", ha detto.

Lega, c'è aria di scissione?

Pur accettando che la guerra civile tra gli esponenti del partito padano sia ben lontano dallo scoppiare, non possiamo non notare come le posizioni dei principali leader siano leggermente contrastati. Per il momento una cosa è certa: nessuno dei leghisti mette in discussione l’uomo che ha portato la Lega dal 4 al 40%, appunto Matteo Salvini. Peccato però che la Lega non sia più al 40%, ma, come già accennato, sia scesa al 20%. Dunque Salvini verrebbe messo in discussione se il Carroccio scendesse ancora? Difficile dare una risposta, e del resto è facile capire come in un partito enorme come quello della Lega possano esserci opinioni diverse senza che ci siano per forza scissioni (come invece capita spesso a Sinistra).

Eppure le contrapposizioni ci sono. E queste a qualcuno potrebbero far saltare i nervi. Non ci sarebbe nulla di scandaloso se, dopo una sconfitta - o anche dopo più sconfitte - qualcuno tra le cravatte verdi decidesse di chiedere un congresso. A questo proposito ricordiamo che, tra meno di un mese, ci saranno le nuove elezioni amministrative. Qui si voterà in molte città chiave, tra cui Milano, Roma, Napoli e Torino. Vittorie o sconfitte schiaccianti potrebbero fare dunque una gran differenza nel futuro di ogni singolo leader (non solo a destra).

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x