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Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori è strumento illegittimo. Non sventa il pericolo di contagio e crea problemi alle aziende

Il green pass non poggia sui soli tamponi come dovrebbe, c'è quindi un rischio conclamato di aumento contagi e costi onerosi per le imprese

Di Andrea Gallinari

17 Settembre 2021

Green pass

Green pass lavoro

Il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori è uno strumento illegittimo. Questo perché anche prescindendo dalla deriva ormai conclamatamente autoritaria, che si sta affermando e si è affermata nel nostro paese negli ultimi anni, e ricordando che l'obbligo vaccinale paventato si riscontra oggi attualmente in soli quattro paesi, che sono Micronesia, Indonesia, Tagikistan e Turkmenistan e che rendono moltoo indicativo dello stato di salute della nostra democrazia. Anche prescindendo questi due elementi e considerando la situazione green pass obbligatorio da un punto di vista prettamente aziendale e commerciale, i protocolli di gestione delle situazioni di infezione diffusa, stiamo parlando dei contagi, non sono sostanzialmente minimamente cambiati. Valgono invece i soliti adempimenti previsti già da due anni di pandemia, con i vari dcpm, che sono stati dichiarati tra l'altro da vari tribunali in qualità di caducabili, ovvero decaduti nella loro vigenza in quanto dichiarati illegittimi. Siamo in una situazione di diritto allucinante.

Tutto ciò premesso, nell'ambito del delirio (perché di delirio trattasi), gestionale, organizzativo e anche politico, attualmente in forza dei decreti legge che poggiano sulle previsioni di Dcpm illegittimi, attualmente il green pass espone le aziende a dei problemi in prospettiva breve assolutamente ingestibili. Al di là della difficoltà tecnica di avviare i controlli sugli accessi, e dei problemi di privacy sottesi, come hanno ben detto i medici dell'associazione dei medici di base, il green pass, di per sé, non è uno strumento assolutamente valido a prevenire i contagi. Questo in quanto, come ci hanno spiegato gli stessi medici dell'Istituto superiore di Sanità degli Stati Uniti nella persona di Fauci, i livelli di carica virale tra vaccinati positivi al Covid, con o senza sintomi, e i livelli di carica virale dei non vaccinati, con o senza sintomi al Covid, sono identici. Ne consegue, come già è evidente nonostante la censura imperante, che ci sono un grande numero di persone vaccinate che continua a diffondere il virus, che continua a circolare.

Il che significa che il green pass, che non poggia come dovrebbe sui soli tamponi, come dovrebbe essere, ma sulla circostanza di essere o meno vaccinati, alla fine produrrà una indebita e superiore circolazione del virus, rispetto a quanto non è accaduto nei mesi precedenti e nei mesi passati. È già così e sarà evidente tra poco. Io prevedo che ci sarà un'enorme numero di aziende che sarà costretta a una sere di adempimenti, spese e oneri insostenibili, che derivano dal mantenimento di questi protocolli. Prima di tutto dal tentativo di tracciare i contatti dei dipendenti positivi al Covid, con relativi adempimenti verso le Asl. La chiusura degli ambienti di lavoro con relativa sanificazione. La quarantena obbligatoria per non meno di dieci giorni per le persone che sono risultate positive, ancorché asintomatiche, con conseguente assenza dal lavoro. E trovo che, se potrebbe avere un minore impatto sulle aziende che prevedono smart working, sulle aziende del compartimento produttivo invece, l'assenza dal lavoro è ostativa dell'attività lavorativa primaria dell'azienda. Dunque il risultato è un disastro, organizzativo, gestionale e naturalmente un disastro dal punto di vista della salvaguardia della libertà individuale e della democrazia, che al momento nel nostro paese sono totalmente compromesse.

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