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Quirinale, Salvini parla di Berlusconi ma in realtà spinge Draghi (col Pd)

Il leader della Lega definisce "legittime" le ambizioni di Silvio di essere eletto presidente della Repubblica. Ma in realtà sarebbe a favore dell'ascesa al Colle di SuperMario per andare a votare subito

07 Settembre 2021

Governo Draghi, Pd con la Lega e M5S con Berlusconi: con lui tutto è possibile

"Berlusconi è immortale, è più giovane di me alla sua età. Sicuramente non voteremo un presidente targato Pd, hanno più candidati che voti; c'è un signore che si chiama Silvio Berlusconi che coltiva legittimamente ambizioni, quindi ne riparleremo a gennaio. Draghi? A gennaio deciderà lui che cosa vorrà fare''. Concetti espressi dal leader della Lega Matteo Salvini a margine di un incontro elettorale a Siena rispondendo ai giornalisti. Concetti che sembrano spingere il collega di coalizione e leader sempiterno di Forza Italia. Ma quel riferimento a Draghi fa capire che la realtà potrebbe essere un po' più complessa di quella che sembrerebbe semplice dell'appoggio a un alleato come Berlusconi.

Prove di governo tra Salvini e Meloni. Intesa su Draghi al Quirinale

Già, anzi, a Cernobbio sono andate in scena delle evidenti prove tecniche di alleanza tra Salvini e Giorgia Meloni. Prove di governo che vedrebbero ascendere al Colle proprio Draghi. Sì, perché i sondaggi danno ragione all'asse Lega-Fratelli d'Italia, ora tentati dalla caduta dell'esecutivo e al voto anticipato senza aspettare la naturale scadenza del 2023. "Non ho ancora gli elementi per dire se Fratelli d'Italia voterebbe Mario Draghi alla presidenza della Repubblica" ha dichiarato Meloni, per la quale "sicuramente a favore di Draghi c'è il fatto che è ragionevole ritenere che se andasse al Quirinale sarebbe più facile andare a elezioni anticipate". Una candida ammissione, che prosegue così: "Draghi è una persona di grandissima autorevolezza; il problema è capire se intenda utilizzare quella autorevolezza per difendere l'interesse nazionale, per esempio in Europa, o no. Ecco, io non ho ancora questi elementi". 

Anche una parte del Pd vuole Draghi al Colle ed elezioni anticipate

Ma, attenzione, a favore delle elezioni anticipate e dunque della nomina di Draghi ci sarebbe anche il Partito democratico, o almeno una sua forte componente. Si fa riferimento nello specifico alla corrente capitanata da Bettini. Un gruppo di iscritti al Pd che vedrebbe bene una fine anticipata della legislatura per eleggere Draghi al Quirinale e il resto della sinistra che frena, nonostante anche una buona parte del centrosinistra sia convinto che convenga andare a votare prima del 2023 prima che si concretizzi la federazione del centrodestra e sistematizzando la partnership con il Movimento Cinque Stelle. 

La partita è apertissima e può riservare numerosi colpi di scena. 

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