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Minacce a Salvini, per il pm non è reato

Il leader della Lega denuncia la contraddizione tra le minacce ricevute e la mobilitazione per aiutare politici e medici attaccati dai no vax

01 Settembre 2021

Minacce a Salvini, per il pm non è reato

Fonte: lapresse.it

Per il pm non è reato inviare minacce a Salvini, mentre verso medici e politici accusati dai no vax si. È quanto denuncia il leader della Lega Matteo Salvini, che in un post sui social network chiede se sia o meno assurdo chiudere il caso. Un quesito che diventa ancora più contraddittorio se si osservano le notizie di queste ultime ore, che vedono protagoniste le chat di manifestanti No Green pass dove alcuni utenti si spingono a minacce molto forti nei confronti della classe politica e della sanità. Qui è invece iniziato un vero e proprio giro dei vite per stanare gli autori delle minacce, che ora rischiano pesanti sanzioni.

Minacce a Salvini, per il pm non è reato

"Fatemi capire, uno può minacciare di morte me, i miei figli e la mia compagna, e per il PM va bene così?!?", scrive adirato Matteo Salvini in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook. Il caso risale allo scorso 13 maggio, quando un ragazzo ha pubblicato in un post su Instagram una serie di minacce nei confronti del leader della Lega.

"A Salvini gli devono piazzare una bomba che gli fa saltare in aria la casa, con i figli e quella tr** che ha al fianco. Così, magari, si cuce la bocca su certe tematiche, sto fascista di me**". Queste le parole al centro della denuncia di Matteo Salvini, che aveva raggiunto l'autore della minaccia online a poche ore dal volo diretto verso l'Irlanda, dove attualmente lavora l'uomo. Il 15 luglio è stata notificata la denuncia e l'elezione al domicilio, che il pm ha poi rimosso "perdonando" l'autore del gesto.

A far scattare l'amnistia per il giovane è bastata una scusa pubblica, che però il leader della Lega non ha accettato, e chiede che si mandi a processo l'indagato. Scriveva infatti l'avvocato Antonio Ceccani in vece del suo cliente: "Purtroppo quel giorno in cui ha pubblicato quel becero post sul social network, è stato preso da una ingiustificata ira, cattiveria, ad oggi inspiegabile. Il giovane si è amaramente pentito di quanto ha pubblicato poiché ha mancato di rispetto, ha offeso, denigrato e manifestato odio, senza alcun motivo."

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