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M5s, prosegue la crisi interna: rivolta contro Conte. Scattano le purghe

Il Movimento 5 stelle ancora in crisi dopo l'approvazione della riforma sulla Giustizia

04 Agosto 2021

M5s, prosegue la crisi interna: rivolta contro Conte che fa scattare le purghe

Fonte: lapresse.it

Prosegue, nonostante i tanti proclami, i tanti 'buoni' propositi, i tanti progetti "fino al 2050", la crisi interna del M5s, duramente provato, adesso, anche dalla riforma della Giustizia. La proposta di Cartabia è passata alla Camera e presto potrebbe passare al Senato. Il sì ha messo a dura prova la compagine grillina, che vuole mantenere intatte le proprie poltrone ma al contempo non distruggere completamente la sua immagine davanti agli elettori.

M5s, prosegue la crisi interna: rivolta contro Conte che fa scattare le purghe

Giuseppe Conte non trova pace. Dopo quello che ha avuto tutta l'aria di essere il più tipico litigio tra adolescenti all'inizio delle vacanze estive con Beppe Grillo, adesso deve affrontare nuove grane. Queste sono rappresentate dalle nuove, ennesime defezioni a cui poi ha assistito in Aula poco dopo il voto. Ma il dissenso si sta rapidamente allargando, e ora avrebbe contagiato altri 13 deputati. Di questi, in due hanno espresso voti contrari, Giovanni Vianello e Luca Frusone; una si è astenuta, Angela Masi. Poi c'erano da considerare anche 16 assenti, di cui non si conosce il pensiero (sempre ammesso che ne abbiano uno) e di cui solo 6 avrebbero avuto delle attenuanti secondo i 5 Stelle.

Intanto, per i due ribelli, l'ipotesi più accreditata è la loro espulsione dal Movimento 5 stelle. "Mi dispiacerebbe se così fosse. Ma se mi vogliono cacciare perché ho votato contro trivelle e inceneritori ne prendo atto. Per me la dignità e il rispetto della parola data non sono barattabili", ha fatto sapere Vianello al Corriere della Sera. "Non ci sono più le condizioni per stare in questo governo: stanno smontando tutti nostri successi e sarà impossibile vigilare sul Pnrr", ha aggiunto. E ancora: "C’è il rischio di impunità per i reati ambientali ed è inaccettabile proprio nel momento in cui parliamo di transizione ecologica. Oltretutto il problema della tagliola ai processi si pone anche nei confronti dei reati contro la pubblica amministrazione, che spesso vanno a braccetto con quelli ambientali".

Intanto Giuseppe Conte, che da quanto filtra sarebbe rimasto molto deluso dai "ribelli" pentastellati, attacca Alessandro Melicchio, reo di aver votato con l’opposizione: "Ha confuso l’autorevolezza con l’autoritarismo". Dal Movimento però spiegano: "È sembrato eccessivo. Per questo c’è molta insofferenza nelle ultime ore".

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