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Nomine Rai, La Russa si ribella e chiama Mattarella: "Deve intervenire"

"Il capo dello Stato è intervenuto molte volte su cose importanti e meno importanti", asserisce l'ex Ministro

16 Luglio 2021

Nomine Rai, La Russa si ribella e chiama Mattarella: "Deve intervenire"

Fonte: lapresse.it

Fratelli d'Italia, escluso dalle nomine Rai, si appella - tramite l'ex Ministro Ignazio La Russa - al Capo di Stato Sergio Mattarella. "Credo che questa volta la moral suasion di Mattarella debba farsi sentire", inizia. "Anche da Draghi vorremmo che ci fosse un intervento". Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d'Italia, ha parlato in una conferenza stampa convocata dopo l'elezione dei 4 consiglieri Rai di nomina parlamentare che ha visto l'esclusione del candidato di FdI, che però, essendo il partito guidato da Giorgia Meloni all'opposizione, avrebbe dovuto essere incluso.

Nomine Rai, La Russa chiama Mattarella: "Deve intervenire"


"Mattarella è intervenuto molte volte su cose importanti, meno importanti, su cose decisive, sul motivare l'impossibilità ad andare al voto perché c'era il contagio, può intervenire con le forme e i modi che vuole per ripristinare un corretto rapporto tra maggioranza e opposizione", tuona La Russa. "Lo steso vale per Draghi".

"Perché la Vigilanza Rai deve restare al signor Barachini?", parlamentare di Forza Italia, si chiede l'ex Ministro del Governo Berlusconi. "Non abbiamo rivendicato quel ruolo, ma non è immaginabile ora per il sistema che all'interno dei sistemi di controllo della Rai l'organismo parlamentare non si all'opposizione. Su questo mi appello a tutti coloro che hanno un potere di moral suasion: dal presidente della Repubblica al presidente del Consiglio ai responsabili dei partiti".

Nomine Rai, ira Meloni: "Cda solo esponenti maggioranza, è una pagina buia" 

Anche Giorgia Meloni è su tutte le furie per l'esclusione del Consiglio di amministrazione della Rai dell'unico rappresentante proposto da Fratelli d'Italia. "Quando l’Italia era ancora una Nazione democratica la governance della Rai, l’emittente pubblica, contemplava la presenza dell’opposizione, a cui spettava la Presidenza e la presenza nel Cda", tuona Giorgia Meloni. "Nell’epoca della maggioranza arcobaleno, invece, Fratelli d’Italia - unico partito di opposizione e secondo molti sondaggi primo partito italiano - viene epurato da qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico, pagato con i soldi di tutti gli italiani, sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi Nazione democratica". 

Giorgia Meloni se la sta prendendo anche con i suoi alleati di Centrodestra, Lega e Forza Italia, che si sono accordati per i loro esponenti tagliando FdI. "I partiti che sostengono Draghi, negando per la prima volta nella storia il diritto di rappresentanza all’opposizione, hanno scritto una delle pagine più buie della storia della Repubblica Italiana", accusa Meloni. "Evidentemente la nostra crescita fa così tanta paura da giustificare la spudorata violazione dei più basilari principi democratici. Ma se facciamo cosi paura è perché siamo liberi: questa è una buona notizia e una ragione in più per continuare a batterci".

A darle ragione è stato anche il deputato di Forza Italia Elio Vito, il quale ritiene che la maggioranza debba lasciare all’opposizione la presidenza della commissione di Vigilanza sulla rai, oggi nelle mani dell’azzurro Alberto Barachini: "Dopo che il governo ha indicato due membri del CdA Rai, la maggioranza parlamentare si è nominata gli altri quattro. A questo punto si pone un serio problema di rispetto del pluralismo nell’informazione pubblica (e non solo, verrebbe voglia di dire...). Un principio al quale era ispirata anche la stessa legge per la nomina del CdA Rai, un principio che dovrebbe essere ancora più stringente in un periodo come questo di `grande maggioranza´". E ancora: "Ora, quindi, credo sia giusto che all’opposizione di Fratelli d’Italia vada riconosciuta almeno la presidenza della Commissione parlamentare di Vigilanza, come peraltro sempre accaduto in passato. Mi spiace per gli amici di Forza Italia, ma dobbiamo lasciarla".

Da ultimo è intervenuto anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. "Al di là dei nomi, senza quindi esprimere alcun giudizio sulle persone, questa volta c’è stato un ulteriore salto di qualità: si è dimostrato che questa legge consente ai partiti di governo di prendere tutto il banco, lasciando fuori dal CdA qualunque rappresentanza dei partiti di opposizione", si legge in una nota. "È un precedente grave. Che dovrebbe richiamare tutti coloro che credono nella democrazia e nel pluralismo a pretendere con urgenza una nuova legge. L’Usigrai resta ferma sulla posizione di sempre, mai cambiata con governi e maggioranze di ogni colore: attendiamo di essere convocati per discutere una riforma sempre annunciata, mai approvata".

 

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