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M5s, cosa cambia dopo l'accordo: Conte cede ma prova a erodere Grillo dall'interno

Il compromesso raggiunto tra l'ex premier e il fondatore del M5s pende di più verso il secondo. L'avvocato del popolo deve accettare la diarchia, ma lavorerà dall'interno per conquistare maggiore spazio

12 Luglio 2021

M5s, cosa cambia dopo l'accordo: Conte cede ma prova a erodere Grillo dall'interno

Alla fine è cambiato tutto per non cambiare niente. Il Movimento Cinque Stelle resta soprattutto in mano a Beppe Grillo. I rapporti di forza tra il padre fondatore, o meglio padre padrone del M5s, con il capo politico di parte non cambiano di molto. Neppure con Giuseppe Conte, che pure aveva lanciato avvertimenti bellicosi con i quali aveva negato qualsiasi possibilità di una diarchia alla guida del movimento diventato sempre più partito.

M5s, il compromesso Grillo-Conte pende dalla parte di Grillo

E invece alla fine sarà diarchia. Sì, perché secondo il compromesso raggiunto nella giornata di domenica tra Grillo e Conte il ruolo del garante "ingombrante" non subisce modifiche sostanziali. Conte sarà il titolare dell'azione politica ma Grillo resterà ancora il garante e il custode dei valori del M5s. Il che significa che l'autonomia di Conte, conoscendo quanto può salire al centro del palcoscenico Grillo, sarà tutt'altro che totale.

La scelta delle figure apicali del M5s resta nelle mani di Grillo

La scelta delle figure apicali del partito non potrà essere svincolata dalla figura di Grillo, che dunque manterrà anche in futuro una presa forte sulla sua creatura. Un compromesso utile dunque sì ad archiviare le tensioni delle ultime settimane tra i due contendenti, ma che non risolve la questione come avrebbe voluto l'avvocato del popolo. 

Conte "soddisfatto" ma cercherà di conquistare spazio nel M5s

"Sono pienamente soddisfatto dell'accordo raggiunto con Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte. Ora ci sono tutte le condizioni per partire e rilanciare il Movimento: piena agibilità politica del presidente, netta distinzione tra ruoli di garanzia e ruoli di azione politica, grande entusiasmo e chiaro sostegno al progetto politico", ha detto Conte, che nei prossimi giorni parlerà con Grillo per definire i dettagli dell'accordo e della prassi futura.

La figura di Grillo resta ingombrante sul futuro del M5s

Una prassi che rischia di poter saltare in qualsiasi momento, vista la storica imprevedibilità di Grillo che se si sentisse minacciato o messo da parte non esiterebbe di certo a riprendersi il centro della scena anche a costo di delegittimare Conte. E l'ex premier che cosa intende fare? Evidentemente i tempi per un suo partito personale non erano ancora maturi e ha preferito restare all'interno del tracciato del M5s, magari per erodere posizioni a Grillo dall'interno.

La strategia di Conte per erodere Grillo dall'interno

Conte ha infatti un grande seguito tra gli eletti del M5s e la sua speranza è quella che col tempo il consenso si possa cementare intorno a lui indebolendo Grillo. Magari con l'aiuto di Alessandro Di Battista, che ha più volte criticato Grillo per il suo via libera al governo Draghi. Anche perché il garante delle alleanze, in particolare di quella con il Partito Democratico, è proprio Conte, come ha chiarito lo stesso Enrico Letta nelle scorse settimane. La battaglia è finita, ma la guerra non ancora. 

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