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Riforma giustizia, Ermini: "Piena fiducia in Cartabia, confido nei partiti"

Ecco le parole del vicepresidente del Csm David Ermini sulla riforma Cartabia: "Separazione dei poteri, autonomia e indipendenza della magistratura sono valori e principi miliari e irrinunciabili che vanno sottratti alle tensioni politiche e mediatiche"

10 Luglio 2021

Riforma giustizia, Ermini: "Piena fiducia in Cartabia, confido nei partiti"

David Ermini (fonte Lapresse)

"Ho piena fiducia nella sensibilità istituzionale della ministra Cartabia, nella sua competenza, nelle sue capacità di dialogo e sintesi. Confido che le forze politiche, tutte le forze politiche in Parlamento, abbiano la consapevolezza che la strada delle riforme è strada a questo punto obbligata, e non solo per l'accesso ai fondi del Recovery ma per gli equilibri delle stesse istituzioni, e responsabilmente convergano su soluzioni condivise e nel solo interesse generale di un sistema giudiziario efficace e giusto". Così parla David Ermini, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, durante il suo intervento al congresso nazionale di Magistratura democratica in corso oggi a Firenze.

Riforma giustizia, Ermini: "Piena fiducia in Cartabia, confido nei partiti"

"Separazione dei poteri, autonomia e indipendenza della magistratura sono valori e principi miliari e irrinunciabili che vanno sottratti alle tensioni politiche e mediatiche" continua Ermini parlando della riforma della giustizia. "In questo senso sono convinto che la sede naturale per riforme condivise sia il Parlamento anziché un percorso referendario che, in ragione della sua natura necessariamente abrogativa, potrebbe condurre esclusivamente a esiti parziali e, come tali, asistematici".

"Alcune delle proposte riformatrici - continua - hanno un denominatore comune: la separazione. Una prima separazione è quella del pubblico ministero dalla giurisdizione, propugnata con il dichiarato fine di rendere il giudice più indipendente, ma, a me pare, senza sufficiente considerazione degli inevitabili sviluppi successivi. Non ci si può non chiedere di quale indipendenza dalla politica e dal Governo potrebbe godere il pubblico ministero, e quindi - conclude infine il vicepresidente del Csm - di quanta indipendenza potrebbe beneficiare la stessa giurisdizione penale, che opera per necessità su impulso del pubblico ministero".

A intervenire al Congresso di Magistratura Democratica è anche il presidente Anm Giuseppe Santalucia, che dice: "Sono sempre più quelli che oggi revocano in dubbio la legittimazione dei magistrati, dell'Associazione, a prendere la parola nel dibattito pubblico sulla giustizia. Se si esprime una critica, qualche dubbio, un punto di vista in apparente controtendenza con quel che appare il pensiero dominante, si è accusati di essere e muoversi come 'casta'. Una 'casta' animata dal desiderio di conservare privilegi, che non si fa scrupolo, per contrastare le riforme invise. Viviamo un tempo complicato, che deve indurci a sperimentare, il valore dell'unità". 

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