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Benedetto Croce

Elezioni, candidati "civici" sono senza esperienza? Allora M5S è il festival del "civismo"

Col tempo l'opinione pubblica ha messo i sindaci civici nella fazione dei "buoni", contro i politici "cattivi"

Di Pierfranco Faletti

10 Luglio 2021

scrivania

Fonte: Comune di Roma

I grillini, sedicenti censori di una casta politica, di cui ahimè sono i più autorevoli rappresentanti, dal momento che non trovano più nemmeno un fringuello, disposto a candidarsi con loro, accusano gli altri partiti di essere costretti a presentare candidati “civici”, in grado di attirare consensi, per superare la perduta credibilità. Se, come viene sostenuto, “civico” significa senza esperienza politica, il Movimento Cinque Stelle rappresenterebbe il festival del “civismo”, di un civismo non certo di seducente livello.

La realtà è invece ben diversa.

Molti dei comuni italiani, da quando esiste la Repubblica, hanno fatto tesoro della presenza e dell’esperienza di personalità di alto livello professionale, indipendente dalla politica. La città più rappresentativa, in questo senso, è stata ancora una volta Milano. Antonio Greppi, il Sindaco della ricostruzione, avvocato e scrittore importante, prima che militante socialista, Virgilio Ferrari, autorevole medico, prima che simpatizzante socialdemocratico, Gino Cassinis, Rettore del Politecnico, Pietro Bucalossi, oncologo e Direttore Generale dell’Istituto dei Tumori, hanno guidato ininterrottamente la capitale economica dell’Italia, dalla fine della Seconda guerra mondiale, alla metà degli anni Settanta del secolo scorso, pur non essendo politici di professione.

Aldo Aniasi è stato il primo Sindaco totalmente “politico”, seguito da Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri e Giampiero Borghini, tutti politici. Con Marco Formentini e soprattutto Gabriele Albertini, Letizia Moratti, Giuliano Pisapia e ora Giuseppe Sala, si è ritornati a Sindaci che prima di assumere la guida di Palazzo Marino, sono stati eminenti professionisti.

A Roma, in forma molto più limitata, è successo lo stesso. Giorgio Tupini (DC), Giulio Carlo Argan (PCI), Franco Carraro (PSI), tanto per fare alcuni esempi significativi, sono stati espressi dalla cosiddetta società civile. Sia a Roma, che a Milano però, i migliori sindaci degli ultimi decenni sono stati probabilmente due “politici”: Francesco Rutelli, nella Capitale, a cui si devono importanti realizzazioni, fra cui, tra le tante, il parco della musica e il rifacimento delle principali piazze della città e Carlo Tognoli, scomparso di recente, nella città della Madonnina, creatore dei due nuovi parchi cittadini, Lambro e Forlanini, del piano parcheggi e tanto altro ancora. Ciò smentisce il solito pensiero dominante, imposto anche dai media, che qualifica i “civici”, buoni e i “politici”, cattivi.

“Da ciascuno secondo la sua capacità e a ciascuno secondo il suo bisogno” dice Montesquieu. Il che significa che la sostanza è sempre la stessa: merito e sacrificio, responsabilità ed esperienza, tenacia ed intelligenza, rappresentano la discriminante tra capaci ed incapaci, coraggiosi e codardi, volonterosi e fannulloni, bisognosi e cialtroni. Il che non vale soltanto per i sindaci, ma per tutti. Al di fuori di questo, c’è solo propaganda.

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