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Prescrizione, imbarazzo nel M5s. I grillini si scordano pure il giustizialismo

Comunque vada il Consiglio dei ministri, quanto accaduto sulla giustizia fa capire quanto sia insanabile la spaccatura interna al M5s, che ha perso anche uno dei suoi principali cavalli di battaglia

08 Luglio 2021

Governo Draghi, M5s

Fonte: lapresse.it

C'era una volta un movimento che stava fuori dal palazzo, si trovava nelle piazze e urlava "vaffa..." a tutti, soprattutto ai politici. C'era una volta un movimento che faceva della questione morale del (talvolta cieco) giustizialismo uno dei suoi principali cavalli di battaglia. Ecco, perché in questo caso nessuno alla fine visse felice e contento. Quantomeno non i membri stessi del Movimento Cinque Stelle.

Il M5s in crisi di identità sulla prescrizione

Già, perché una volta entrati dentro il Palazzo, i fieri urlatori giustizialisti delle piazze sono diventati molto più cauti, consapevoli che per conservare le loro poltrone le grida andavano poco bene. Ed ecco che, a prescindere da come andrà il consiglio dei ministri sulla prescrizione, c'è un ragionamento da fare sul rapporto con il tema giustizia di un Movimento Cinque Stelle in cerca d'autore e ormai in profonda crisi di identità.

La proposta Cartabia crea imbarazzi nel M5s

D'altronde, tra le condicio sine qua non per appoggiare il governo Draghi, c'era anche la levata di scudi dei 5 Stelle sulla riforma della prescrizione targata Bonafede. E invece ora che la mediazione della ministra della Giustizia Marta Cartabia arriva in cdm il M5s non ha le idee chiare e si è diviso più volte sull'argomento che una volta lo univa. Tanto da creare ben più di un imbarazzo, in una situazione in cui le tensioni interne tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo si stanno facendo sentire anche sull'argomento giustizia.

Astensione o no? Comunque vada il M5s è spaccato

Eppure ci sono pochi dubbi. La proposta della Cartabia, che mantiene lo stop al decorrere della prescrizione dopo la sentenza di primo grado ma poi fissa un timing per gli altri gradi di giudizio, dovrebbe essere bocciata dal M5s se si mantenesse fedele a se stesso. E invece sembra sempre più probabile che i membri del M5s possano scegliere di astenersi. Non votare in modo favorevole, ma neppure contrario.

Insomma, una vera e propria mossa da Prima Repubblica. Anche se la soluzione fosse infine diversa, non può passare inosservata la divisione tra una parte dei parlamentari M5s che ritiene che non occorra alzare le barricate e sarebbe meglio arrivare a una discussione direttamente in Aula, mentre un'altra, invece, punta il dito su quello che viene considerato uno stravolgimento della riforma Bonafede. 

Giustizia, M5s spaccato tra i "contiani" e i mediatori

Da una parte ci sarebbero i 'contiani', con il capogruppo a Palazzo Madama Ettore Licheri, intenzionati a chiedere ai ministri pentastellati di astenersi in Cdm; dall'altra il presidente dei deputati Davide Crippa, il quale si sarebbe mostrato più aperto a un compromesso e a capire quali potrebbero essere gli aspetti migliorativi da portare a casa. Nel M5s c'è la consapevolezza che quello della giustizia è un punto delicatissimo, con possibili ulteriori errori che potrebbero davvero alienare una parte dell'elettorato che gli è rimasto.

Il M5s rischia di perdere il cavallo di battaglia della giustizia

Ne è consapevole, per esempio, Nicola Morra, senatore ex M5s e presidente della commissione Antimafia, che su Facebook ha scritto: "Lo stop alla prescrizione rischia seriamente di saltare. Una riforma ottenuta dal M5s nel primo Governo della legislatura e che aveva generato tante speranze. E questa misura importante e giusta ora rischia di essere depotenziata, con un compromesso al ribasso che suona come una palese presa in giro. La nuova Ministra della Giustizia Cartabia vuole accontentare il centrodestra, i renziani e parte del Pd". Ma il M5s non è più quello della piazza, ormai l'hanno capito tutti.

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