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Ddl Zan, nessun accordo: e scoppia il tutti contro tutti

Nessun accordo sulle modifiche proposte dal relatore Andrea Ostellari. Come chiesto da M5S-Pd-Iv-Leu oggi l'aula voterà la calendarizzazione del testo in Aula

06 Luglio 2021

Ddl Zan

Fonte: lapresse.it

Arriva fumata nera sul ddl Zan, che oggi, martedì 6 luglio, era al tavolo dei capigruppo in Senato. Nessun accordo sulle modifiche proposte dal relatore Andrea Ostellari. Come chiesto da M5S-Pd-Iv-Leu, sempre oggi, a partire dalle 16 e 30, l'aula voterà la calendarizzazione del testo in Aula: l'obiettivo è quello di arrivare al voto sulla legge di contrasto all'omotransfobia il 13 luglio prossimo.

Ddl Zan, nessun accordo: e scoppia il tutti contro tutti

La linea su cui sono rimaste ferme le forze dell'ex maggioranza giallorossa è quella di andare in Aula oggi e votare la calendarizzazione per portare il testo del ddl Zan il 13 luglio a Palazzo Madama. Dopo la proposta Ostellari con la nuova ipotesi di modifica del testo di legge, si è registrata quindi l'ennesimo nulla di fatto e resta dunque atteso il voto in Aula. Sulla sintesi Ostellari si erano dichiarati possibilisti, oltre chiaramente a Lega, forza Italia, anche Autonomia e Italia Viva, ma entrambe le formazioni avrebbero garantito il voto in Aula per la calendarizzazione del testo Zan. Sulla questione è da registrate l'intervento di Unterberger, che ha asserito che la sintesi era possibile "visto il grande passo avanti di Ostellari".

Su tutte le furie il leghista Ostellari, che aveva provato fino all'ultimo di "scremare" le parti del Ddl che ancora provocano conflitto. "Continuerò a fare il presidente, senza farmi tirare dalla giacca da nessuno, vogliono andare in Aula? Si assumeranno la loro responsabilità", ha detto al termine del tavolo dei capigruppo. "Ho fatto proposta di sintesi - ricorda poi - che aveva raccolto l'ok di Lega, Fi, autonomie, Iv, l'assoluta maggioranza del tavolo, ma si è voluto fare altro, noi eravamo per il dialogo, qualcuno ha detto di no".

Infine è intervenuta la capogruppo del Pd, Simona Malpezzi: "Noi non abbiamo voluto forzare, avremmo avuto i mezzi, noi chiediamo un percorso ordinato per la legge Zan, non possiamo certo dare in questa sede via libera a articoli che snaturano la legge". E infine: "Non sono d’accordo con la senatrice Unterberger che parla di articoli che mediano. Noi abbiamo accolto l'idea tavolo subordinandola ad una data certa per l'arrivo in Aula".

Ddl Zan: le modifiche di Ostellari sono "irricevibili"

Ostellari, stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe proposto di ridurre le audizioni e una discussione veloce del testo. Inoltre dal senatore della Lega è arrivata la proposta di "emendamenti da qui a 3 giorni e invio a commissioni competenti per pareri".

"La mediazione che ha proposto il presidente Ostellari è irricevibile". Sono queste le parole usate dal senatore del Pd Franco Mirabelli per descrivere le modifiche, quando era ancora in corso la riunione dei capigruppo di palazzo Madama. "A noi - ha spiegato - non va bene, toglie l'identità di genere, non c'è nessuna tutela poi per la transfobia".

Ddl Zan, testo al Senato il 13 luglio: rischio ostruzionismo

Alla fine, dunque, dopo il tentativo - fallito - di mediazione, il testo arriverà in Senato per il voto il 13 luglio. Ma forte è il rischio di ostruzionismo. Non solo non dovrebbero votare a favore Lega, Fratelli d'Italia (che comunque è all'opposizione), Forza Italia e Cambiamo!, ma c'è il rischio di voto contrario anche da parte di Italia viva, oltre che di qualche esponente dem o grillino dubbioso. Per questo motivo è forte il rischio (o forse, vista la legge, si dovrebbe chiamare speranza) che il disegno possa non passare. 

Si stanno infatti sfidando due forze all'apparenza inconciliabili. Da una parte infatti si trovano Lega, Fi e Fdi, da sempre critiche con la norma Zan, accusata di essere una misura di legge liberticida, che penalizzerebbe i reati di opinione. Dall'altra c'è l'ex maggioranza giallorossa, con l'asse M5S-Pd saldo, che ora punta a trovare i voti in Senato, per approvare definitivamente la legge. Oggi in scia Iv e Autonomie, che nonostante dubbi sulle norme, soprattutto espressi dai renziani, hanno scelto di percorrere la strada dell'Aula, invocata da dem e pentastellati. Ma non si sa ancora cosa potrebbero votare, e dunque il destino della legge è appeso a un filo.

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