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Ddl Zan in Senato, Salvini: "No ideologia, bavagli o bimbi coinvolti"

Settimana decisiva per il disegno di legge contro l'omotransfobia già approvato a Montecitorio

05 Luglio 2021

Ddl Zan in Senato, Salvini (alleato di Renzi) ricatta il Pd, M5s: “Noi leali e determinati”

Fonte: lapresse.it

Strada sempre più ricca di ostacoli quella per l'approvazione del Ddl Zan al Senato. Domani, martedì 6 luglio, è in arrivo il primo doppio round a Palazzo Madama: alle 11 ci sarà il tavolo dei capigruppo che dovrà trovare un difficile (se non impossibile) accordo sul testo contro i reati legati all’omofobia fermo da settimane in Commissione Giustizia. Alle 16.30 toccherà all’Aula votare sulla calendarizzazione della norma, secondo quando deciso negli scorsi giorni, con l’accordo per portare il testo in Aula il 13 luglio.

Ddl Zan in Senato, Salvini: "No ideologia, bavagli o bimbi coinvolti"

Oggi il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato la sua proposta di modifica del testo, con un appello ai partiti: “Condividiamo entro domani un testo senza ideologia, bavagli e bimbi coinvolti”. E al Partito democratico: “Spero che Letta e il Pd non insistano nella loro strada solitaria perché rischiano di affossare totalmente e definitivamente la legge”.

Per adesso però sembra che il M5s e il Pd rispondano compatti: “L’appello di Salvini non cambia nulla”, ha detto il vicepresidente dei senatori dem Franco Mirabelli. “La lega ha bloccato il ddl Zan, non mi pare che siano credibili questi appelli. Andiamo in Aula il 13 e vediamo, ognuno si prenderà le sue responsabilità”.

“Ricordo che nel percorso della legge contro l’omotransfobia il Movimento 5 stelle ha sempre dato prova di grande determinazione e lealtà”, ha detto il capogruppo 5 stelle Ettore Licheri. “Il M5s ha una parola sola e nessuno può permettersi di insinuare dubbi sulla nostra compattezza o, peggio, preparare colpi bassi per il giorno della votazione in aula del Senato. Il disegno di legge Zan è nato alla Camera anche grazie al lavoro del Movimento 5 stelle, che aveva una sua proposta integralmente confluita nel testo approvato e frutto di un’accurata mediazione che abbiamo condotto con senso di equilibrio. Siamo sempre stati i difensori di tutti diritti e lo saremo soprattutto ora che Italia Viva pensa di giocare di tattica sulla pelle dei più fragili”.

Ddl Zan in Senato, Piazzoni: "Oggi Renzi ufficializza svendita delle persone lgbti+"

"Oggi Renzi ufficializza la svendita delle persone lgbti+ nel suo mercato con Matteo Salvini: un fatto vergognoso, che lo rende connivente con i peggiori omofobi della nostra classe politica”, ha detto Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “La notizia era nell’aria da tempo, ma fino all’ultimo abbiamo voluto sperare che questa retromarcia fosse evitata, quantomeno per difendere la dignità degli stessi esponenti di Italia Viva, a partire dalla ministra Elena Bonetti, che ha diretto la cabina di regia del gruppo bicamerale che ha redatto il testo di legge, fino all’onorevole Lucia Annibali, che ha contribuito ad emendarlo alla Camera. In nome di un accordo ormai evidente con la Lega, Matteo Renzi sacrifica le persone lgbti+ e la credibilità dei suoi stessi parlamentari, oggi incredibilmente silenti. Proprio ai parlamentari, in particolare ai senatori, rivolgiamo un accorato appello: portate la legge in aula così com’è e approvatela, contraddicendo gli ordini del senatore fiorentino e seguendo la vostra coscienza. Da settimane i nostri Pride urlano questa richiesta, non possono girare la testa dall’altra parte”, conclude Piazzoni.

L’ex maggioranza giallorossa deve però fare i conti con l’ostruzionismo di Italia Viva, che anche oggi per bocca del suo leader, Matteo Renzi, ha ribadito la necessità di modificare il testo della legge Zan: “Siamo di fronte a una legge che, così come è, verrebbe affossata dai voti segreti”, dice a La Repubblica. Concetto ribadito dalla capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi, che indica il ritorno al testo di legge proposto da Scalfarotto, come unica via d’uscita. “Lega e Fdi votino quelle modifiche”.

Via dal testo Zan il termine ‘identità di genere’ e ritorno alla definizione contenuta nel ddl a firma dell’attuale sottosegretario agli Interni, che parlava di omofobia e transfobia. Inoltre Iv punta a ribadire il rispetto ‘dell’autonomia scolastica’, lasciando libertà di scelta agli istituti in merito alle iniziative contro l’omofobia da svolgere in classe. Emendamenti, che a quanto trapela, verranno raccolti dal presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, che punta poi a fare una sua sintesi, raccogliendo il contributo di tutti i gruppi.

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