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Ddl Zan, Buttiglione: "La vera intolleranza è di alcuni attivisti Lgbt"

"C'è il problema di combattere la violenza omofoba, dubito che lo strumento sia una nuova aggravante penale"

29 Giugno 2021

Ddl Zan, Buttiglione: "La vera intolleranza e di alcuni attivisti Lgbt"

Fonte: lapresse.it

Il ddl Zan "manifesta una pericolosa intolleranza da parte non degli omosessuali, ma di alcuni attivisti Lgbt, che sembrano non voler ascoltare le ragioni degli altri", così dice il professor Rocco Buttiglione all'Adnkronos. "Esistono già norme che puniscono la violenza omofoba", ma con il provvedimento approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato, si corre "il rischio che alcuni magistrati ideologizzati" arrivino "a condannare l'opinione come se fosse incitamento alla violenza".

Ddl Zan, Buttiglione: "La vera intolleranza e di alcuni attivisti Lgbt"

Per il filosofo cattolico "c'è il problema di combattere la violenza omofoba", ma "dubito che lo strumento sia una nuova aggravante penale. In Italia quando si vuol dare l'impressione di prendere una cosa sul serio, sempre si inventa un nuovo reato o una nuova aggravante". In realtà "esistono già norme che puniscono le fattispecie che ricadono sotto il ddl Zan: la legge dovrebbe essere uguale per tutti, perché fare una norma specifica per gli omosessuali quando l'incitamento alla violenza è già punito da norme che, per la verità, un certo indirizzo giurisprudenziale ha lasciato cadere in disuso ma che comunque esistono?"

"C'è la legge Mancino, ci sono nel codice penale i reati di istigazione alla violenza: per la verità una volta - dice Buttiglione - la giurisprudenza di sinistra era ferocemente contraria e tentava di non applicare quelle norme, ma questa storia è passata". E ancora: "Non c'è molto bisogno di nuove norme, certi comportamenti non si dissuadono con aggravanti penali, si dissuadono con una maggiore efficienza degli organi di Polizia nella sorveglianza prima e poi nella repressione: significa metterci del tempo, della fatica, dei soldi, meglio allora fare una norma che dà l'impressione di aver fatto qualcosa senza in realtà aver fatto niente, salvo mettere in pericolo la libertà di espressione".

L'ex Ministro e parlamentare dunque ha una proposta: "Se proprio vogliamo fare la norma, facciamola: è così difficile scrivere che si punisce l'incitamento alla violenza e naturalmente c'è libertà di giudizio morale e che il giudizio morale non può includere l'incitamento alla violenza?".

Ddl Zan e l'intervento del Vaticano

Infine il filosofo cattolico ha commentato anche la nota verbale consegnata dalla Santa sede al Governo italiano: "Le note verbali si chiamano così perché dovrebbero essere riservate, comunicazioni verbali che non vengono formalizzate come tali. Che una comunicazione verbale finisca davanti alla pubblica opinione e assuma l'aspetto di un intervento improprio non è bello". "Il cardinale Parolin è intervenuto con parole sagge e misurate per mettere le cose al loro posto. Una comunicazione verbale, infatti, è praticamente una richiesta di informazioni, un invito a fare attenzione, non è un'intromissione", continua Buttiglione.

E ancora: "Le note verbali non sono passi ufficiali da sbattere sulle prime pagine dei giornali. Le note verbali si fanno continuamente tra gli Stati e i Governi e sono delle comunicazioni. Si dice: 'stai facendo una cosa che potrebbe danneggiare i miei interessi, mi spieghi? Stai attento. Potrebbe, non è detto che sia così', non è un passo: 'se tu fai questo ci saranno delle rappresaglie, ti farò la guerra'".

"Qualcuno evidentemente - ha concluso il professore cattolico- l'ha mandata alla stampa enfatizzandola, non so se da parte italiana o da parte vaticana".

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