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M5s? Con la scissione lo mollano tutti. Il Pd lavora al nuovo Ulivo con Conte

La spaccatura pentastellata non è solo una questione interna ma può avere riflessi su tutta la compagine di governo. E il Pd è pronto a mollare i fedeli di Grillo e a cancellare gli accordi. "Parliamo solo con Conte"

28 Giugno 2021

Crisi di Governo, Giuseppe Conte risponde alla Camera. LA DIRETTA

Giuseppe Conte (LaPresse)

Se l'epilogo sarà quello che sembra, cioè Giuseppe Conte e Beppe Grillo che si dicono addio, le conseguenze non sarebbero solo interne al Movimento Cinque Stelle. No, la ricaduta potrebbe farsi sentire su tutta la squadra di governo. E in particolare sul Partito Democratico, che con il M5s aveva già predisposto degli accordi per una partnership strategica di lunga durata. Con un problema: tutti gli accordi sono stati presi con Giuseppe Conte.

Il Pd di Letta parla solo con Conte per il Nuovo Ulivo

E il Pd di Letta non ha intenzione di tornare indietro, nel senso che vede nell'ex premier l'unico interlocutore affidabile. Appare chiaro che l'ala grillina del Movimento, se rimanesse sola, sarebbe abbandonata anche dagli alleati di centrosinistra che stanno invece lavorando a un nuovo Ulivo proprio insieme all'Avvocato del popolo.

Se nel M5s sarà scissione il Pd non parlerà coi grillini

Il segretario Pd invita a guardare con rispetto al dibattito interno dei Cinque Stelle e, al contempo, si augura che non ci siano "fatti di politica interna ai partiti che mettano in difficoltà la vita del governo". Per il leader dem è proprio la nascita del governo Draghi, con l'eccezionale maggioranza che lo sostiene, ad alimentare processi di riorganizzazione interni. E non solo nel M5s, ma anche nel centrodestra, dove prosegue il confronto sul partito unico evocato da Silvio Berlusconi. Per non parlare del Pd, che dopo l'avvento di Draghi, ha vissuto un avvicendamento alla segreteria e sta portando avanti una profonda riorganizzazione della vita del partito.

I possibili effetti della scissione M5s

Il rebus più difficile da risolvere è, tuttavia, quello degli effetti che l'addio di Conte al M5s e la nascita di un nuovo soggetto politico da lui guidato potrebbe avere nel campo di centrosinistra a cui Conte sta lavorando da tempo assieme a Enrico Letta e Roberto Speranza. La campagna per le amministrative d'autunno è appena cominciata e il M5s è l'interlocutore del centrosinistra in molte città e anche in Calabria, dove Conte ha raggiunto l'accordo con Enrico Letta e Roberto Speranza sul nome di Maria Antonietta Ventura.

Quanto vale il partito di Conte

Per non parlare delle ripercussioni a livello di consenso sugli altri partiti di centrosinistra. Stando ad alcuni sondaggi, ben presenti ai parlamentari di Pd e M5s, un partito dell'ex premier avrebbe un peso variante tra il 15 e il 18 per cento. Consenso che pescherebbe nel Pd, ma soprattutto nel M5s. Il sisma che sta interessando M5s arriva proprio nel momento in cui i sondaggi sembrano sorridere ai dem, dati da alcune rilevazioni come primo partito, avanti - seppur di pochi decimi - a Lega e Fratelli d'Italia.

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