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Covid, Draghi avverte: "Pandemia non è finita e non ne siamo fuori"

Il Premier: "Occorre un rinforzo e, forse, anche una riforma dell'Ema"

25 Giugno 2021

Covid, Draghi avverte: "Pandemia non è finita e non ne siamo fuori"

Fonte: lapresse.it

"La pandemia da Covid 19 non è finita, non ne siamo fuori", avverto il premier Mario Draghi, in videoconferenza stampa a Bruxelles. Il rischio è rappresentato in particolare dalla variante Delta. "Dobbiamo sequenziare di più. Bisogna tenere alta pressione su tamponi, continuiamo a farli", definisce la linea da seguire il presidente del Consiglio. "Se pensate che il Regno Unito qualche settimana fa aveva un numero di casi più o meno pari a quello della Francia di oggi, oggi sono venti volte tanto".

Covid, Draghi avverte: "Pandemia non è finita e non ne siamo fuori"

L'Ema, l'Agenzia Europea dei Medicinali, va "riformata" secondo Draghi, anche perché nell'ultimo anno "abbiamo visto una notevole confusione" in materia di vaccini anti-Covid. "Abbiamo passato in rassegna quelli che sono stati i punti di incertezza negli ultimi mesi", continua. "La conclusione è stata che occorre un rinforzo e, forse, anche una riforma dell'Ema".

"Ma certamente - dice ancora il Premier - l'ultimo anno ha visto una certa difformità di pronunciamenti tra l'Ema e le autorità nazionali, esitazioni, anche dovute al fatto che era una situazione in cui tutti apprendevamo in corso d'opera, in parte dovuta ad una sperimentazione del vaccino estremamente rapida. Però si è vista una notevole confusione. D'altra parte credo che l'Ema debba essere rafforzata, per esercitare i poteri che le spettano e che sono simili a quelli che esercitano le agenzie di altri Paesi".

Il Premier è intervenuto anche sull'Unione bancaria tra i Paesi europei. "Non c'è stato accordo e, tutto sommato, è meglio che non ci sia, se l'accordo deve essere su termini per noi non accettabili", dice. "Non siamo solo noi: non si sono trovate le necessarie convergenze sui vari aspetti dell'Unione bancaria. Da un lato l'assicurazione sui depositi, dall'altro i vincoli che si vogliono mettere sui portafogli bancari investiti in titoli di Stato. Ci sono anche altri aspetti di disaccordo, credo".

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