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Migranti, Draghi: "Accettarli e integrarli per far sì che non diventino nemici"

Il Premier: "Se noi non integriamo i migranti nella società italiana facciamo un danno a noi stessi"

23 Giugno 2021

Migranti, Draghi: "Accettarli e integrarli per non farli diventare nemici"

Fonte: lapresse.it

Il premier incaricato Mario Draghi ha dichiarato che bisogna accettare e integrare i migranti, altrimenti il rischio è che produciamo potenziali nemici ed esseri ostili. Lo ha detto alla Camera, intervenendo in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno. In quell'occasione si dovrebbe parlare anche della gestione dei flussi migratori verso l'Europa, come da esplicita richiesta dell'Italia.

Migranti, Draghi: "Accettarli e integrarli per non farli diventare nemici"

"L'accoglienza non deve essere limitata al contenimento, su questo sono d'accordo", ha esordito il Premier Mario Draghi "Esistono flussi illegali e flussi legali", prosegue. "Sui secondi, e questa è un'altra area su cui dovremmo porre molta attenzione, non basta importarli. Bisogna integrarli". Perché, "se noi non integriamo queste persone nella società italiana facciamo un danno a noi stessi. Perché la mancanza di integrazione significa la produzione di essere sostanzialmente ostili. Se noi non li integriamo produciamo dei nemici, potenzialmente".

Draghi ha riferito che il tema dei flussi migranti non era in agenda, ma ha valuto chiarire la sua posizione, e quindi quella del Governo, su sollecito della varie forze politiche. "È bastato semplicemente il fatto che io lo chiedessi e l'hanno messo", chiarisce, in merito dalla definizione degli ordini del giorno. "Non è la rivendicazione di un merito. È semplicemente rimarcare una sensibilità diversa. Capire che questi problemi si possono affrontare solo insieme". 

E ancora: "Tra i Paesi dell'Ue esiste un'ampia convergenza sull'esigenza di superare il Regolamento di Dublino. Si tratta di una convenzione concepita in una diversa fase storica, adatta a gestire numeri contenuti. Al momento, però, una solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo attraverso la presa in carico dei salvati in mare rimane divisiva per i 27 Stati Membri. Serve un'alternativa di lungo periodo, per fare in modo che nessun Paese sia lasciato solo. Il Patto sulla Migrazione e l'Asilo proposto il 23 settembre del 2020 dalla Commissione Europea ha il merito di ricercare un cambio di prospettiva. Il negoziato sul Patto dimostra tuttavia che c'è ancora molto lavoro da fare".

Draghi ha infine definito gli obiettivi che saranno portati al tavolo del Cosniglio Ue: "Con riguardo alle operazioni di salvataggio in mare", bisogna "lavorare per un cambio di prospettiva che miri a realizzare una politica europea per i corridoi umanitari, intensificando gli sforzi per contrastare le reti di trafficanti di esseri umani, in modo da assicurare una gestione controllata e legale delle partenze nel Mediterraneo verso il territorio Ue e garantendo il rispetto delle convenzioni internazionali sul soccorso in mare e la piena funzionalità ed operatività dei dispositivi di soccorso marittimo europei".

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