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Selvaggia Lucarelli: "La politica in Rai è decisa da chi oggi scrive Bravo Fedez"

La firma de Il Fatto Quotidiano: "Acrobazie degne delle finali di un campionato russo di ginnastica ritmica"

03 Maggio 2021

Selvaggia Lucarelli contro Fedez

Fonte: lapresse.it

La scrittrice e giornalista de Il Fatto Quotidiano, Selvaggia Lucarelli, si è scagliata contro il rapper Fedez dopo le polemiche che lo hanno riguardato in merito al concerto del Primo maggio. "Oggi abbiamo scoperto che in Rai esiste il patronato politico, pazzesco", inizia la giornalista. "Vorrei raccontarvi che succede da qualche decennio e che la politica (tutta, a destra e sinistra) non si limita a chiedere a un cantante di non fare politica su un palco, ma decide amministratori, conduttori, contenuti e veti. Li decidono anche i partiti di quei politici che oggi twittano Bravo Fedez, con acrobazie degne delle finali di un campionato russo di ginnastica ritmica".

Lucarelli contro Fedez: "Su Tiziano Ferro strofa violenta"

Fedez, scrive la Lucarelli, "ha fatto benissimo a non cedere alle pressioni che abbiamo ascoltato" e lo elogia anche per aver registrato e pubblicato la telefonata. Tuttavia, "Fedez è "salito sul palco e ha detto quello che voleva, non mi pare un passaggio trascurabile. Con un Renzi qualunque dubito anche solo che sarebbe stato invitato su quel palco". E ancora: "Fedez improvvisamente paladino del mondo Lgbt. Bene. Fedez però è anche quello che quando il primo cantante italiano famoso anche fuori dai confini nazionali ha fatto coraggiosamente coming out e nel 2010 - mica ora, con la strada più che spianata- nella canzone 'Tutto il contrario' gli dedicò la strofa: 'Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing, ora so che ha mangiato più wurstel che crauti. Si era presentato in modo strano con Cristicchi: ciao sono Cristiano non è che me lo ficchi?'".

"Quella strofa però era violenta", scrive la Lucarelli. "Qualunque lettura le si voglia dare. La canzone è ancora lì, mai ritirata". In merito alla canzone, il rapper, secondo la giornalista, ha sempre dato "risposte piccate, infastidite". Perché, "non importa quanto si sbaglia, importa come poi decidi di riparare".

Selvaggia Lucarelli contro Fedez: "Non può essere definito coraggioso"

La giornalista non accetta che Fedez venga definito coraggioso. "Il coraggio si misura con un’ unica unità di misura: quanto e cosa si rischia di perdere, compiendo una determinata azione", ha continuato Selvaggia Lucarelli. "Fedez ha sposato una causa giusta in una fase di consenso per il ddl Zan enorme, e per fortuna". Tuttavia "non lavora in Rai, non ha bisogno dei pochi soldi della Rai perché ne guadagna moltissimi altrove", scrive la Lucarelli.

Infine, la firma de Il Fatto, dice: "Signori miei, non tutti si possono permettere di rinunciare al loro stipendio in Rai o altrove, per questioni di principio. E lo dice una per cui i principi sono importanti. C’è chi deve mangiare, Fedez continuerà a mangiare".

Ddl Zan, Salvini minacciato di morte dopo scontro con Fedez

Dopo l'episodio di Fedez al concerto del Primo maggio, c'è stata un'altra "vittima", se si può chiamare così, delle polemiche. Si tratta del leader della Lega Matteo Salvini, che è stato minacciato su Facebook da molti utenti fan del noto rapper.  "Salvini lo squarterei vivo", ha scritto qualcuno. Mentre qualcun altro attacca: "Sparate a Salvini". Il motivo delle minacce a Salvini è il suo continuo no al Ddl Zan, contro l'omotransfobia, difeso da Fedez durante il concerto del primo maggio.

Ma le minacce a Salvini dopo il suo scontro con Fedez non sono finite qui. Il leader della Lega stesso ha postato sul suo profilo Facebook una valanga di "commenti" a dir poco sconcertanti, a prescindere da quello che si può pensare del Ddl Zan. "'Salvini muori', 'Salvini crepa', 'Senza pace finché Salvini non sarà appeso a testa in giù...". Lo denuncia su Facebook proprio il capo del Carroccio, postando lo screenshot di alcune delle minacce ricevute. "Alcuni dei tanti" commenti "questi sono freschi di oggi", ha aggiunto Salvini. Infine: "Ma loro sono democratici e pacifisti, ascoltano Fedez, chiedono diritti per tutti e sono contro la violenza..."

E dire che solo pochi giorni prima del concerto del primo maggio, Matteo Salvini aveva provato a calmare le acque chiedendo un incontro proprio a Fedez. "Caro Fedez, non solo ti ammiro come artista, ma ti ringrazio come cittadino, per i generosi contributi che hai dato per la costruzione dell’Ospedale anti-Covid in Fiera a Milano e per aiutare i lavoratori dello spettacolo in difficoltà", ha iniziato Salvini, prima di spedirgli la "proposta".

 
 

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