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Proteste ristoratori: Boccia (Pd) riconosce "sofferenza" (ma non fa altro)

Il deputato Pd: "Molti operatori economici e i loro lavoratori sono comprensibilmente stanchi e tante attività sono sotto pressione, ma no violenza"

07 Aprile 2021

Proteste anti Covid in Italia: Boccia (Pd)

Fonte: lapresse.it

Francesco Boccia, responsabile Enti locali della segreteria del Pd, ha parlato delle recenti dei ristoratori italiani a Montecitorio. Le proteste sono andate in scena ieri, martedì 6 aprile, quando molti titolari di bar e ristoranti si sono presentati "davanti ai palazzi del potere" per fare sentire la propria voce. Boccia ha affermato che il Partito democratico non sottovaluta i problemi delle chiusure di alcune attività.

Proteste ristoratori: Boccia (Pd) riconosce "sofferenza"

"I segnali che arrivano da tutti i territori italiani, anche attraverso ripetute sollecitazioni dei sindaci, non vanno sottovalutati", ha detto Boccia. "Il Partito democratico lavora continuamente a soluzioni di sostegno per tutte le attività obbligate a chiusure dolorose e senza precedenti". 

E ancora: "Molti operatori economici e i loro lavoratori sono comprensibilmente stanchi e tante attività sono sotto pressione". E fin qui nulla di nuovo, Boccia ha scoperto l'acqua calda, verrebbe da dire. L'unica domanda che ci poniamo è come abbiano potuto capire solo adesso che chiudere tutte le attività avrebbe "creato tensioni". "In particolare, gli ambulanti e i ristoratori che in questi giorni sono scesi in piazza in diverse città devono sapere che la politica seria, quella che non soffia sulle fuoco della sofferenza, è dalla loro parte", dice Boccia. "Faremo sentire la massima vicinanza dello Stato. Ma deve essere chiaro che con la violenza non si risolve nulla e i tafferugli avvenuti oggi contro la polizia a Montecitorio vanno condannati senza sconti".

"Servono azioni concrete da parte della politica unita, lontane dalla propaganda; azioni realizzabili in tempi brevi con un'ampia convergenza in Parlamento: lo Stato deve cancellare quella parte di debito privato contratto da famiglie e attività commerciali nell'anno del Covid-19, prorogando allo stesso tempo tutte le moratorie sulle aperture di credito e rimborso dei prestiti". ha concluso Boccia.

Proteste ristoratori a Torino

A Santa Rita erano numerosi gli ambulanti, affiancati nella loro contestazione anche da molti negozianti, compresi quelli con le attività aperte. “Siamo tutti necessari” recitavano i cartelli in piazza. "Ero già qui alle 8 del mattino, spero possiate riaprire al più presto possibile. La vostra situazione ci è ben chiara, capisco e spero vivamente che si possa tornare arancione. Abbiamo trasmesso tutti i vostri problemi e le vostre richieste al prefetto affinché venga interessato il Governo. I nostri poteri sono limitati, decide Roma” ha spiegato l’assessore comunale del commercio Alberto Sacco.

La protesta degli ambulanti, controllati dalle forze dell’Ordine, ha parzialmente bloccato corso Orbassano. La manifestazione è proseguita tutta la mattinata con un corteo nelle vie e piazze del quartiere. Molti i cartelli di solidarietà appesi sulle vetrine dei negozi con il permesso di tenere aperto, dove invece le serrande sono state abbassate. "Dietro ogni negozio chiuso c'è una famiglia che non ha più soldi per dare da mangiare ai loro figli. La nostra attività garantisce strade sicure e pulite, noi paghiamo tasse per la scuola, per i trasporti, per le pensioni" ha spiegato uno degli organizzatori. "Siete un esempio, una categoria responsabile che chiede solo di esercitare un diritto: poter lavorare". Consideriamo "giusto chiedere prospettive e tempi certi. Piuttosto di moratorie e ristori, sarebbe meglio cancellare un anno di tasse. Incontrerò il premier Mario Draghi e presenterò le vostre istanze" ha detto nel suo intervento il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, incontrando in piazza Galimberti, nel centro di Cuneo, gli ambulanti di generi non alimentari dei mercati.

Proteste ristoratori a Pistoia

Gli ambulanti si sono ritrovati anche in Piazza Duomo a Pistoia. Hanno protestato allestendo un finto mercato vuoto. "La nostra richiesta è di poter lavorare perché i ristori non sono sufficienti e a non tutti arrivano, quindi abbiamo assoluto bisogno di lavorare. Noi oltretutto lavoriamo in sicurezza, perché siamo all'aperto, quindi non si capisce perché dobbiamo rimanere chiusi" ha spiegato Antonio Gualtieri, portavoce degli ambulanti del mercato di Pistoia.

Gualtieri spiega che in tanti sono stati lasciati fuori dai ristori, anche lui: “Il problema, per quanto riguarda i ristori, è che chi ha cambiato la società o chi è stato fermo in precedenza per altri motivi, non ha ricevuto niente. Io, per esempio, sono uno di quelli: nel 2019 avevo affittato la licenza a mia moglie, nel 2020 me la sono ripresa, quindi ai fini dei ristori sembra che io non abbia avuto redditi nel 2019 e nel 2020 e perciò non ho ottenuto niente". Un altro tasto dolente è quello delle tasse: su queste, nonostante, i proclami nessuno a fatto sconti. "Io, come molti altri ho pagato 8mila euro di Inps e poi tutte le altre tasse, che purtroppo non sono state sospese. Soltanto la tassa suolo pubblico qualche comune l'ha sospesa o ha fatto pagare solo uno o due mesi, ma tutto il resto arriva da pagare come prima della pandemia".

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