Sabato, 27 Febbraio 2021

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Benedetto Croce

Covid, Bonomi: "Pronti ad aprire fabbriche e vaccinare dipendenti e familiari"

Il presidente della Confindustria conferma di aver fiducia nel Governo di Mario Draghi: "Coinvolgere i privati nel piano vaccinale"

21 Febbraio 2021

Il presidente della Confindustria, Carlo Bonomi, conferma la sua fiducia nei confronti di Mario Draghi e spiega che è d'accordo nel riaprire le fabbriche e vaccinare i dipenditi dal Covid. Bonomi ha rilasciato un'intervista alla Repubblica, dove, tra l'altro, ha dichiarato che si deve tornare alla normalità sbloccando i licenziamenti in maniera selettiva. "Siamo d'accordo con l'impostazione del presidente Draghi di coinvolgere i privati nel piano vaccinale. I dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni, se consideriamo una media di 2,3 componenti per nucleo familiare potremmo vaccinare più di 12 milioni di persone".

Covid, Bonomi: "Pronti ad aprire fabbriche e vaccinare dipendenti"

"Siamo disposti a mettere le fabbriche a disposizione delle comunità territoriali nell'ambito del piano nazionale delle vaccinazioni", continua il Presidente di Confindustria. "Abbiamo già inviato una nostra proposta operativa a Palazzo Chigi. Dobbiamo fare come all'estero dove si stanno utilizzando le fiere, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie. Insomma strutture già esistenti. Si può benissimo fare anche in Italia. Confindustria ha già offerto alla Regione Lazio il suo centro congressi".

E ancora: "Quella del governo amico è un'espressione che non mi piace. Sono certo, però, che il presidente Draghi ascolterà le imprese perché ha ben presente il loro valore e cosa rappresenta il sistema industriale italiano. Draghi saprà ascoltarci: confido tramontata la vecchia liturgia degli incontri separati. Imprese e sindacati devono essere ascoltati insieme per trovare soluzioni rapide ed efficaci".

"La nostra posizione è nota dal luglio dello scorso anno quando abbiamo inviato al governo una proposta per una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive per il lavoro", conclude Bonomi. "Non ricevemmo risposta. Basta proroghe a ripetizione. La discussione non è licenziare sì o no. Il tema vero è come riformare le tutele per il lavoro sapendo che la pandemia ha accelerato la trasformazione dei processi produttivi. Il lavoro non si difende dov' era e com' era. Il punto è aumentare l'occupabilità delle persone, cioè la loro capacità di essere richiesti dal mercato".

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