Sabato, 06 Marzo 2021

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Benedetto Croce

G7: Draghi esordio nel giorno del ritorno degli Usa

Primo incontro da presidente del consiglio, al G7, per Mario Draghi: al centro pandemia e piano vaccini

19 Febbraio 2021

Continuano senza sosta gli impegni istituzionali del neo presidente del Consiglio Mario Draghi, che oggi ha incontrato, sebbene in forma virtuale, i capi di stato del G7. Un summit d’esordio per il nostro premier all’interno di quello che di fatto è un prevertice, voluto dal premier inglese Boris Johnson, attuale presidente del G7, prima di quello in presenza atteso a giungo in Cornovaglia, che ha visto anche un altro importantissimo ritorno, quello degli Usa, nelle vesti del neo presidente Jo Biden.

"Lavoreremo insieme e con altri per fare del 2021 il punto di svolta per il multilateralismo e per dare forma a una ripresa che promuova la salute e la prosperità".  "Il G7 si impegna a rafforzare la cooperazione per rispondere al Covid-19. Con l'aumento del nostro impegno finanziario di oltre quattro miliardi di dollari a ACT-A e COVAX, l'appoggio collettivo del G7 è sette miliardi di mezzo di dollari" recita il comunicato diffuso al termine dell’incontro. 

"Il Covid 19 ha mostrato che il mondo ha bisogno di difese più forti contro i futuri rischi alla sicurezza della salute globale. Lavoreremo con l'Oms, il G20 e altri, soprattutto tramite il Global Health Summit di Roma, per rafforzare la salute globale e l'architettura della sicurezza sanitaria" esplorando fra l'altro il "potenziale valore di un trattato globale sulla salute. Intensificheremo la cooperazione sulla risposta al Covid 19. La dedizione dei lavoratori essenziali rappresenta il meglio dell'umanità, mentre la rapida scoperta dei vaccini mostra il potere dell'ingegnosità umana" si prosegue nel documento.

Draghi, come già fatto nelle due Camere del Parlamento, anche dinnanzi ai colleghi del G7, ha confermato la necessità di accelerare sui vaccini.

Draghi si è collegato al vertice tutto dedicato all'emergenza Covid, in particolare ai vaccini, con la convinzione che sia necessario accelerare. Fondamentale, quindi, il confronto con gli altri Paesi Europei, Gran Bretagna in testa.

E' quello il modello a cui guarda il premier e cui fa riferimento quando invita ad "imparare dai Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate". Del resto, secondo il premier, la rapidità nella diffusione dei vaccini è essenziale anche per scongiurare che le varianti prendano il sopravvento. D’accordo sull’accelerazione e l’integrazione del piano vaccini tutti i leader europei, in primis  Angela Merkel e Emmanuel Macron.

Queste le parole di Angela Merkel, contenta del cambiamento della presidenza Usa: “

LE PAROLE DI ANGELA MERKEL - Con il cambiamento della presidenza negli Usa “Il multilateralismo è stato rafforzato: questo si è mostrato già con le prime decisioni dell'amministrazione". Per quanto riguarda l’emergenza covid il parere della cancelliera  stato il seguente:”La pandemia sarà sconfitta solo quando tutti saranno stati vaccinati nel mondo". 


Il ritorno degli usa nel G7 ha fatto tirare un sospiro di sollievo al mondo. Così si è espresso Joe Biden, presidente degli Stati Uniti d’America: "L'era dell'America First è finita. L'America è tornata e l'alleanza transatlantica è tornata. Gli Stati Uniti non vogliono una nuova Guerra Fredda". Biden si è detto preoccupato per i tentativi di Russia e Cina di mettere a rischio la democrazia in America e nel mondo. "La democrazia è il modello migliore per affrontare le sfide dei nostri tempi", il pensiero del presidente americano.

 

Ad inizio incontro, invece, è stato il leader britannico Boris Johnson a fare un appello: “E’ necessario avanzare insieme nell’interesse di tutti”

"Non abbiamo interesse a vaccinare solo le nostre popolazioni, dobbiamo assicurare che il mondo intero sia vaccinato poiché si tratta di una pandemia globale e non serve a niente che un Paese avanzi da solo", ha detto Johnson nel suo intervento, promuovendo la solidarietà verso i paesi meno sviluppati.

Nell'ambito del vertice G7 è preannunciata l'approvazione di un piano presentato dalla presidenza britannica che prevede l'avvio di uno sforzo collettivo per la riduzione a 100 giorni del tempo necessario a sviluppare gli aggiornamenti dei vaccini necessari a contrastare in modo più specifico nei prossimi mesi anche le ultime, temute varianti del coronavirus. Nonché una serie d'iniziative, in 5 punti, per rafforzare la collaborazione internazionale di fronte all'emergenza sanitaria sulla ricerca, sulla produzione degli antidoti, sul rilancio delle economie prostrate da pandemie e mesi di restrizioni da lockdown, oltre alla proposta di uno specifico alleggerimento delle barriere commerciali. E' previsto poi che siano rilanciati gli impegni sul finanziamento degli aiuti per le vaccinazioni nei Paesi poveri del mondo e più indietro nelle campagne vaccinali. Impegni già definiti nell'ambito del programma Covax, promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) col patrocinio dell'Onu.

Su questo fronte il presidente Biden ha messo sul piatto ieri 4 miliardi di dollari da parte degli Usa, cifra peraltro già promessa da Washington nel dicembre scorso per il Covax; mentre l'Ue ha formalizzato nel suo complesso un raddoppio del proprio contributo a un miliardo di euro, contro il mezzo milione messo a disposizione finora, inferiore inizialmente ai circa 600 milioni stanziati fin da subito dal solo Regno Unito.

"Saremo al sicuro solo se il mondo intero sarà al sicuro. Le consegne" dei vaccini anti-Covid ai Paesi a basso reddito attraverso il programma di vaccinazione internazionale dell'Oms, Covax, "inizieranno presto. Un vero momento di solidarietà mondiale" così su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo la decisione dell'Ue di raddoppiare il proprio contributo a Covax da 500 milioni a 1 miliardo di euro annunciata alla riunione dei leader del G7. Von der Leyen ha annunciato anche un contributo di 100 milioni di euro in aiuti umanitari per la campagna di vaccinazione in Africa attraverso il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie.

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