cultura
Acidini e Jatta: "Su nuove attribuzioni Michelangelo serve verifica scientifica rigorosa"
Firenze, 7 mar. - (Adnkronos) - Le recenti notizie su presunte nuove opere attribuite a Michelangelo Buonarroti “devono essere esaminate con attenzione e sottoposte a una verifica scientifica rigorosa”. È l’invito alla cautela lanciato dalla storica dell’arte Cristina Acidini, tra le maggiori studiose del Rinascimento, intervenuta questa sera a Firenze, al Museo degli Innocenti, alla presentazione della sua nuova monografia dedicata al grande maestro e pubblicata nella storica collana d’arte del Gruppo Menarini.
Un identico invito alla cautela è arrivato da un’altra storica dell’arte, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, alla quale è toccato il compito di illustrare il volume. “Concordo con la professoressa Acidini: è necessario che gli studiosi possano vedere le nuove opere che vengono attribuite, per avviare un percorso di verifica”, ha detto Jatta all’Adnkronos.
Attualmente presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Roberto Longhi, Acidini ha commentato i recenti annunci su nuove attribuzioni all’artista: il busto “Cristo Salvatore”, da secoli presente nella Basilica di Sant'Agnese fuori le mura, in via Nomentana a Roma, e un dipinto della Pietà recentemente acquistato all’asta da un collezionista belga e trasferito a Bruxelles.
“Per arrivare a formarsi un’opinione bisogna aver seguito il percorso della ricerca e averne condiviso i risultati”, ha spiegato Acidini all’Adnkronos. “Questo, per ora, non è avvenuto: non esiste ancora alcuna pubblicazione scientifica, o almeno non è circolata. Quando sarà possibile esaminare i dati, probabilmente riusciremo a farci un’idea”.
Secondo Acidini, nel campo delle attribuzioni la prudenza è fondamentale. “Non ci si forma mai un’opinione alla prima occhiata o leggendo un titolo di giornale”, ha sottolineato.
La studiosa ha commentato anche la notizia diffusa nei giorni scorsi da una ricercatrice indipendente, Valentina Salerno, la stessa che ha attribuito il “Cristo Salvatore”, secondo la quale sarebbero state individuate fino a venti possibili opere inedite di Michelangelo nella fase finale della sua attività. “È possibilissimo”, ha osservato Acidini, “ma al momento non abbiamo capito quali siano queste opere”. (di Paolo Martini)