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**Mo: tutte opposizioni firmano mozione, 'no a Italia in Board of Peace'**
Roma, 17 feb. (Adnkronos) - Nella serata di ieri è arrivata anche la firma di Iv. Saranno quindi tutte le forze di opposizione - Pd, M5S, Avs, Più Europa, Azione e quindi Iv- a presentare oggi una risoluzione unitaria per le comunicazioni del ministro Antonio Tajani alla Camera sulla partecipazione dell'Italia da 'osservatore' alla riunione del Board of Peace. Una partecipazione, "in qualunque forma", su cui le opposizioni dissentono.
Due i punti su cui si impegna il governo: "A non aderire, né a partecipare in qualunque forma al Board of peace o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell'Onu che va rafforzato e sostenuto", si legge nel testo. E "a scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al Board of Peace”.
Nelle premesse si legge: "La Presidente del Consiglio Meloni ha annunciato che l’Italia parteciperà, in qualità di osservatore, alla prima riunione del Consiglio per la pace istituito e presieduto da Donald Trump, che si terrà il prossimo 19 febbraio a Washington; l’articolo 11 della Costituzione italiana prevede che l’Italia 'consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo'; il cosiddetto Board of Peace è stato presentato dal Presidente Trump durante il World Economic Forum di Davos come struttura incaricata di attrarre investimenti per la ricostruzione della Striscia di Gaza e di dare attuazione alla seconda fase dell’accordo di pace. Tuttavia, l’assetto oggi delineato del Board si discosta in modo significativo dal progetto iniziale, annunciato come uno dei punti del Piano Trump per Gaza e successivamente recepito nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2803 del 2025".
"L’organismo -si legge nella risoluzione delle opposizioni-, che si fonda su una Carta costitutiva di 13 punti, ma elaborata unilateralmente e senza un reale processo multilaterale, si pone in evidente contrasto con i principi fondativi delle Nazioni Unite svuotandone ulteriormente il ruolo e l’autorevolezza, ponendosi di fatto in alternativa e in opposizione al quadro multilaterale esistente".
"Difatti, il Board prevede meccanismi di nomina e permanenza dei membri a totale discrezione del Presidente Trump, e la possibilità di ottenere seggi permanenti attraverso elevatissimi contributi finanziari, evidenzia una tendenza preoccupante alla privatizzazione delle funzioni tipiche delle organizzazioni internazionali, aprendo la strada a un modello di governance internazionale fondato su logiche proprietarie, contributi finanziari e interessi privati marcatamente segnati da logiche speculative assolutamente inaccettabili, in particolare dopo il massacro di civili e le distruzioni sistematiche volute dal governo Nethanyau".
"Proprio per queste ragioni, l’adesione del nostro Paese al Board pone delle evidenti incompatibilità costituzionali con l'articolo 11 della nostra Costituzione; del resto il Ministro Tajani aveva esplicitamente parlato di 'ostacolo costituzionale' per l’adesione al Board. Rileviamo invece che secondo la Presidente Meloni, la partecipazione come osservatore rappresenterebbe 'una buona soluzione' rispetto ai dubbi di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione".
"Si registra la cautela della maggior parte dei paesi dell’Ue che hanno scelto di non aderire all’iniziativa americana. In particolare, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito non parteciperanno, così come la stessa Unione Europea, segnalando una distanza politica significativa rispetto a un organismo sbilanciato in senso statunitense e alternativo al quadro multilaterale tradizionale, a partire dall’Organizzazione delle Nazioni Unite; in questo contesto, l’Italia non può permettersi scelte isolate che la espongano a un disallineamento con i principali partner europei", si legge ancora nella risoluzione delle opposizioni.
"Mentre resta evidente la volontà del Governo italiano di non incrinare il rapporto con l’amministrazione Trump, anche alla luce del legame politico tra Giorgia Meloni e Donald Trump, che sembra essere l’unico vero discrimine delle scelte di politica estera. Il progetto si inserisce in un contesto estremamente fragile: a Gaza la tregua, violata ripetutamente dall’esercito Israeliano non coincide in nessun modo con la pace e, come denunciato anche dal Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, si continua a morire. Alla tregua non hanno fatto seguito gli impegni per un cessate il fuoco permanente e un pieno accesso degli aiuti umanitari, il disarmo di Hamas e una prospettiva chiara sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Anche in Cisgiordania la tensione è in crescita".
"Il Governo israeliano ha approvato nuove misure sulla registrazione delle proprietà fondiarie, segnando un ulteriore passo verso la legittimazione dell’espansione degli insediamenti e una 'annessione di fatto' del territorio occupato accelerando ed intensificando le politiche di pulizia etnica".