politica
Shoah: Matone, 'antisemitismo sempre in agguato'
Roma, 27 gen. (Adnkronos) - "Affrontare il tema del 27 gennaio come Giorno del ricordo senza pronunciare le parole sterminio degli Ebrei o pronunciarle con timidezza è un oltraggio alla storia e alla dignità umana. Lo dico perché l'antisemitismo è sempre in agguato e il suo fantasma si aggira per il mondo". Lo ha affermato Simonetta Matone, deputata della Legga, in occasione della commemorazione del Giorno della memoria alla Camera.
"Ora, il dopo 7 ottobre -ha aggiunto l'esponente del Carroccio- ha dato la stura al peggio del peggio, ad un negazionismo sottile che impedisce agli Ebrei di parlare liberamente. Impedisce di parlare nelle università, impedisce di partecipare ai cortei del 25 aprile, tenta di impedire la partecipazione degli atleti israeliani alle competizioni sportive. Sarebbe più semplice e più corretto per questi atleti e alfieri del politicamente corretto dichiarare apertamente: odio gli ebrei e li odio in quanto tali. Da una parte la speranza di una pace duratura a Gaza, dall'altra le orrende stragi in Iran, oggi, nel Giorno della memoria, impongono una riflessione. L'Olocausto non è nato all'improvviso, ma fu come un fiume carsico che si infiltrò nella società attraverso parole di odio e di discriminazione razziale. La democrazia non si sentì minacciata e le conseguenze furono terribili".
"Non dobbiamo sottovalutare oggi le manifestazioni di piazza che inneggiano apertamente all'antisemitismo. Il Giorno della memoria non può essere solo un ricordo. Noi della Lega -ha concluso Matone- abbiamo sempre perseguito apertamente il diritto di Israele a vivere e lo ribadiamo con fermezza. L'Olocausto è stata la più grande tragedia del ventesimo secolo e noi su questo dobbiamo riflettere. Lo dobbiamo ai sei milioni di ebrei che sono stati sterminati. Lo dobbiamo alle nostre coscienze e vorrei chiudere questo mio ricordo con Primo Levi che si suicidò gettandosi nella tromba delle scale l'undici aprile del 1987, perché da Auschwitz, come dicono i sopravvissuti, non si esce mai".