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Tennis: Wimbledon, Sinner sogna per 2 set ma Djokovic è ancora più forte e va in semifinale

05 Luglio 2022

Londra, 5 lug. - (Adnkronos) - C’è mancato poco per toccare il cielo con un dito. Per due ore abbondanti ha preso a pallate uno che ha vinto appena 20 Major. Purtroppo, però, non è bastato e Jannik Sinner è uscito di scena nei quarti di finale di Wimbledon, terzo Slam del 2022, che si sta disputando sui prati dell’All England Club di Londra.

Nel match che ha aperto il programma sul mitico Centre Court il 20enne di Sesto Pusteria, n.13 del ranking e 10 del seeding, ha ceduto 5-7, 2-6, 6-3, 6-2, 6-2, in tre ore e 35 minuti di partita, al serbo Novak Djokovic, numero 3 del ranking e primo favorito del seeding, già sei volte trionfatore sui prati londinesi e per la 53esima volta tra i migliori otto in uno Slam (per l’altoatesino erano invece i terzi quarti in un Major in carriera dopo Roland Garros 2020 ed Australian Open 2022).

L’ex re del tennis mondiale si era aggiudicato in due set netti l’unico precedente, giocato al secondo turno del Masters 1000 sulla terra di Monte-Carlo lo scorso anno. Partenza decisa di Nole che ha vinto tutti i primi sette punti del match ed ha brekkato Jannik già nel secondo game, confermando poi il vantaggio (3-0). L’altoatesino piano piano si è scrollato di dosso un po’ di tensione supplementare (3-1) e nel sesto game è stato bravo ad evitare che i break diventassero due (4-2). Non solo, in quello successivo, complice un piccolo passaggio a vuoto del serbo (due doppi falli), ha messo a segno il contro-break (4-3), rientrando completamente nel set (4-4). Con Sinner che, dalla chance del 5-1 per Djokovic, ha messo a segno un parziale di undici punti a due.

Di più, l’azzurro ha avuto anche una opportunità per passare in vantaggio ma Nole ha tirato fuori dal cilindro un diritto lungolinea e si è salvato (5-4). Il 35enne di Belgrado a continuato a litigare con la palla-corta e nell’undicesimo game ha concesso altre due palle-break all’altoatesino che stavolta ha sfruttato già la prima salendo 6-5. Poi, dopo essersi visto annullare da Nole un primo set point, con un drop-shot perfetto (il primo giocato nel match) se n’è procurato un secondo, e con una prima robusta al centro ha chiuso 7-5.

Sinner ha continuato a spingere prendendo un break di vantaggio anche nel secondo parziale (3-1) con Djokovic che ha continuato a ricavare ben poco dal servizio. Nel settimo gioco il serbo ha annullato al suo avversario due opportunità per il doppio break (la seconda grazie ad una palla corta resa imprendibile dal nastro): poi però con un doppio fallo ne ha concessa una terza e Jannik è volato sul 5-2. E dopo aver recuperato da 0-30 ha chiuso 6-2.

Toilette-break per Djokovic, indispensabile per schiarirsi le idee. Alla ripresa l’altoatesino ha cancellato una palla-break nel secondo gioco (1-1) ma nel quarto, sotto 0-40, l’impresa non gli è riuscita (3-1) con il serbo che poi ne ha approfittato per allungare (4-1). Nel settimo game Jannik ha annullato due set-point: in quello successivo ne ha cancellato un altro in maniera spettacolare ma poi Nole ha chiuso 6-3 il terzo set, dimezzando lo svantaggio. Galvanizzato il serbo è schizzato avanti 4-0 nella quarta frazione, complice un evidente calo fisico dell’azzurro. Nell’ottavo gioco è successo di tutto: Jannik ha rischiato di rimetterci la caviglia sinistra su un recupero impossibile (e forse pure un tantino inutile), Novak ha annullato due palle-break, Jannik due set-point (il secondo con un diritto incredibile atterrato nell’angolino) ma sul terzo Novak ha piazzato la prima (6-2).

Dopo una sosta negli spogliatoi Sinner ha tenuto la battuta in avvio di quinto set (1-0) ma nel terzo game, con una palla-corta atterrata in rete ha concesso il break al suo avversario (2-1). Nole ha confermato il vantaggio (3-1) con un parziale di 12 punti a 3 e nel quinto game si è preso un secondo break (5-2) e poi con il sesto punto di fila ha archiviato la pratica (6-2), centrando l’undicesima semifinale a Wimbledon. Ma Sinner è uscito dal campo a testa alta accompagnato dall’ovazione del pubblico.

Jannik - che per la stagione sui prati ha affiancato a coach Simone Vagnozzi un consulente speciale come l’australiano Darren Cahill - sta giocando per la seconda volta il Major British (lo scorso anno fu sconfitto all’esordio dall’ungherese Fucsovics). L’altoatesino - arrivato a Wimbledon con quattro sconfitte in altrettanti match sui prati in carriera - dopo essersi imposto in quattro set all’esordio sullo svizzero Wawrinka, n.267 ATP, in tabellone grazie ad una wild card, mercoledì al secondo turno ha sconfitto sempre in quattro set lo svedese Mikael Ymer, n.88 ATP: quindi il successo più comodo contro l’avversario più temibile, lo statunitense Isner, n.24 del ranking e 20 del seeding, al quale non sono bastati 24 ace per impensierire l’azzurro, e negli ottavi il capolavoro contro lo spagnolo Alcaraz, n.7 del ranking e 5 del seeding, battuto per la prima volta in carriera.

Lui che non aveva mai vinto un match sull’erba è diventato il sesto italiano - il quarto nell’Era Open - a conquistare un posto tra i migliori otto ai “The Championships” dopo De Morpurgo (1928), Pietrangeli (1955 e 1960), Panatta (1979), Sanguinetti (1998) e Berrettini (2021). Sarà il nuovo numero uno d’Italia a partire dal prossimo ranking che sarà pubblicato lunedì 11, ed il prossimo anno tra i favoriti ai “The Championships” ci sarà anche Sinner.

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