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**Quirinale: in attesa del Cav qualcosa si muove, Conte vede Salvini, Letta 'nome condiviso'** (2)

20 Gennaio 2022

(Adnkronos) - Rientra in questo schema anche il Mattarella bis. "Magari", ha detto Letta alcuni giorni fa ricordando però l'indisponibilità del presidente a un secondo mandato. E poi c'è la terza opzione: quella di un nome autorevole e terzo. Super partes, come ha ribadito oggi il segretario. Come lo è stato Mattarella negli anni al Colle, come lo fu Ciampi che è il modello più vicino. Tra i parlamentari dem non vengono iscritte a questa categoria personalità come Elisabetta Casellati che è di centrodestra o Letizia Moratti. Diverse sarebbero figure come quella di Pier Ferdinando Casini, Giuliano Amato o anche Franco Frattini.

"Di fronte all'assalto al Colle del centrodestra - ha detto Letta oggi a Radio Immagina - abbiamo dovuto trovare l'equilibrio per respingere questo assalto e trovare i canali di comunicazione con il centrodestra per un nome condiviso e non di parte. Dobbiamo trovare un'intesa su un nome super partes, istituzionale, è lo sforzo che stiamo facendo". Anche perchè nessuno ha la maggioranza in questo Parlamento così frammentato, è la riflessione. Il Pd non ha la golden share ma neanche il centrodestra. Nessuno può fare il kingmaker. "Il centrodestra si è comportato come se avesse la maggioranza" ma "questo Parlamento è frammentato come mai, nessuno ha la maggioranza" e una manovra di parte avrebbe come prima conseguenza quella di mettere a rischio il governo.

Quirinale e governo restano legati a doppio filo. Anche se Draghi non dovesse salire al Colle. "Così com'è il governo è fiacco, non è più quello di anno fa e vanno aggiustate alcune cose", è la riflessione tra i parlamentari dem. E su questo il dibattito è aperto e per primo lo ha aperto Salvini. Anche se oggi tornano le ipotesi sul 'governo fotocopia' nel caso di trasloco di Draghi al Colle. Sul fronte interno, il segretario Pd ha convocato i grandi elettori dem alla vigilia dell'avvio del votazione: appuntamento domenica alle 17 alla Camera. "Sarà il primo momento in cui ci incontreremo con i grandi elettori, non ho idea su quale sarà la situazione delle intese ma lavoreremo in trasparenza piena e totale, discuteremo con tutti senza forzature".

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