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cronaca

Deejay morta: psichiatra Picozzi, 'Viviana soffriva di persecuzioni, patologia psicotica'

29 Luglio 2021

Palermo, 29 lug. (Adnkronos) - Viviana Parisi, la donna trovata senza vita nei boschi di Caronia l'8 agosto del 2020, cinque giorni dopo la sua scomparsa insieme con il figlio Gioele di 4 anni, soffriva di “una patologia importante di valenza psicotica”, patologia "dalla quale non si era mai ripresa completamente". E' quanto scrive nella sua'autopsia psicologica' il professor Massimo Picozzi, uno dei consulenti del Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, che ha depositato la perizia psichiatrica sulla donna morta. In altre parole, la donna soffriva di un “disagio preesistente da almeno due anni”, con aspetti clinici tali "da spingere a ipotizzare un accertamento sanitario obbligatorio per fronte alla situazione, caratterizzati dalla “presenza di spunti psicotici, con tematiche mistiche, persecutorie e di rovina". Con "riferimenti al demonio, interpretatività delirante - il diavolo nel serpente del bastone di Asclepio", si legge nella perizia.

Le indagini hanno dimostrato come Viviana, "subito dopo l’incidente in galleria, una volta uscita dall’autovettura e recuperato Gioele, si sia volontariamente allontanata insieme al suo bambino dalla sede autostradale, nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostrada, non rispondendo ai richiami delle persone che pure la stavano cercando".

Il consulente psichiatrico, in particolare, ha analizzato quanto successo la mattina del 3 agosto 2020: Viviana, quel giorno, “… si allontanava dalla propria abitazione senza lasciare segni di un progetto autolesivo”, ma, in ogni caso, poco dopo, “… l’incidente stradale ha rappresentato per costei uno stressor acuto che ha valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione”; tale situazione è stata causata da “una interpretazione persecutoria dell’evento”, come se il sinistro fosse stato “causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti aggressori”, oppure, in alternativa, dall’ “innescarsi del timore inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino”.

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