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economia

Covid, Bracesco (Gruppo Cimbali): "il colpo è stato duro, limitato danni con diversificazione"

03 Maggio 2021

Milano, 3 mag. (Adnkronos) - Gruppo Cimbali guarda al futuro -e oltre confine- per crescere ulteriormente nello scenario post pandemia. L'azienda di Binasco, tra i principali produttori mondiali di macchine da caffè professionali, ha chiuso il 2019 con un fatturato di 190 milioni di euro e sta per lasciarsi alle spalle un 2020 con un calo, si spera, contenuto. "Nel nostro comparto, fatto di bar, ristoranti e hotel, abbiamo sofferto più di molti altri - spiega all’Adnkronos Enrico Bracesco, direttore business di Gruppo Cimbali -. Abbiamo limitato i danni grazie alla diversificazione forte di prodotto, segmenti e geografie. Nel 2020 ovviamente c’è stato un calo ma abbiamo contenuto la contrazione dei ricavi e protetto i margini, facendo leva anche sulla solidità patrimoniale e finanziaria dell’azienda, che hanno permesso di aiutare anche i clienti in difficoltà concedendo flessibilità sui pagamenti quando ce lo hanno chiesto"

A ogni modo, "la situazione che abbiamo vissuto nel 2020 - osserva ancora - non ha fatto che accelerare il processo di rinnovamento su diversi fronti, che avevamo già iniziato nel 2019”. Per Bracesco il 2021 è l’anno del recupero. "Ma è ancora un quadro con luci e ombre - avverte -. Vorremmo tornare ai livelli del 2019 ma forse è troppo ambizioso visto che l’anno è partito in rallentamento rispetto a quanto ci aspettavamo quando abbiamo stilato il budget a fine 2020”.

Gruppo Cimbali, che vanta circa 800 dipendenti, ed è orientata principalmente all’estero, vede soprattutto in Asia e nel Medio Oriente chiari segnali di ripresa: "Il danno maggiore deriva non solo dalla contrazione dei ricavi in tutti i settori ma anche dal calo dell’occupazione che deriva da questi ricavi e dal crollo della fiducia - sottolinea Bracesco -. Questo ha frenato gli investimenti di tutta la catena a valle, però abbiamo riscontrato una reazione veloce in alcuni mercati: il nostro gruppo è molto orientato all’export. L’Italia conta meno del 15% del fatturato totale, oltre l’85% è estero, e abbiamo riscontrato una pronta ripartenza in Asia, nel Medio Oriente e anche negli Usa, che hanno ricominciato a crescere grazie all’innesco della fiducia che deriva dalla campagna vaccinale partita molto presto e molto bene”.

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