Exor, dopo svalutazioni comparto auto e vendita Gedi, il gruppo resta "aperto ad altri settori" per individuare opportunità più favorevoli

Nell'ultimo anno Exor ha realizzato dismissioni per €8,5 miliardi; tra le operazioni principali figurano la vendita di Iveco a Tata Motors per €3,8 miliardi, la cessione della divisione difesa a Leonardo e la vendita del 4% di Ferrari

Nella lettera agli azionisti del 23 marzo 2026, John Elkann ha ufficializzato una profonda ristrutturazione del portafoglio della holding Exor, rimanendo "aperto ad altri settori" per individuare le opportunità di crescita più favorevoli. Il piano prevede il superamento del modello basato sull'automotive e l'uscita definitiva dal settore editoriale italiano, tramite la vendita del Gruppo Gedi. La strategia punta a semplificare la struttura del gruppo, concentrando le risorse su asset di maggiori dimensioni e settori a più alta redditività.

Dismissione di Gedi e asset editoriali

Exor ha concluso la vendita del gruppo Gedi al gruppo greco Antenna. L'acquisto include il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. La carica di amministratore delegato del Gruppo Gedi sarà stata assunta da Mirja Cartia d’Asero, come anticipato da Il Giornale d'Italia.L'operazione, stimata intorno ai 140 milioni di euro a fronte di perdite pregresse per circa 400 milioni, chiude un ciclo iniziato nel 1926. Elkann ha motivato il disimpegno spiegando che in Italia l'editoria è spesso "percepita più come strumento di influenza che come attività industriale sostenibile". A livello internazionale, la holding mantiene invece il 43,4% dell'Economist, dove il miliardario Stephen Smith è subentrato ai Rothschild.

Antenna Group acquista il 100 % di Gedi, ai greci la Repubblica, le Radio Deejay, Capital e M20, Limes e Manzoni; Cartia d'Asero nuovo Ceo

Risultati finanziari e crisi dell'automotive

Il bilancio 2025 di Exor ha registrato una perdita netta consolidata di 3,8 miliardi di euro, con un calo del Net Asset Value (NAV) del 13% a 33,2 miliardi. Il risultato è condizionato dalle svalutazioni nel comparto auto: Stellantis ha chiuso l'anno con un passivo di 22,3 miliardi di euro. Elkann ha dichiarato che le performance record del 2023, "col senno di poi, si sono rivelate insostenibili", segnando il passaggio dalla gestione di Carlos Tavares a quella di Antonio Filosa. Anche Cnh Industrial ha subito rallentamenti, mentre Ferrari viene ormai gestita come asset del comparto lusso.

Liquidità e nuove acquisizioni

Nell'ultimo anno Exor ha realizzato dismissioni per 8,5 miliardi di euro. Tra le operazioni principali figurano la vendita di Iveco a Tata Motors per 3,8 miliardi, la cessione della divisione difesa a Leonardo e la vendita del 4% di Ferrari. Al momento la holding dispone di una liquidità vicina ai 4 miliardi di euro. La direzione strategica segue il modello dell'investimento in Philips, focalizzato sulla convergenza tra salute e tecnologia. Elkann ha precisato che, pur privilegiando tecnologia, lusso e sanità, il gruppo resta "aperto ad altri settori" per individuare le opportunità di crescita più favorevoli. Nella lettera agli azionisti Elkann ha evidenziato come: "Exor sta semplificando il portafoglio e affinando le priorità" con l’obiettivo di concentrarsi "su società di maggiori dimensioni, dove riteniamo che la società possa creare il maggior valore. Restiamo convinti che settori come tecnologia, lusso e sanità siano interessanti e con valutazioni interessanti ma pensiamo anche di dover essere aperti ad altri settori e di non precluderci opportunità migliori, se dovessimo trovarle".