Fondazione MAIRE-ETS, presentato a Berlino “Climate Golas”; la Germania è uno dei Paesi più informati sulla transizione energetica
Con il supporto di Ipsos Doxa e MAIRE, la ricerca ha coinvolto 2.850 individui e 25 esperti da 17 Paesi; la presentazione dello studio è stata anche un’occasione di confronto con la comunità industriale tedesca
La Fondazione MAIRE-ETS ha presentato a Berlino “Climate Golas”, secondo lo studio la Germania è uno dei Paesi più informati sulla transizione energetica.
La quarta edizione di “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide” è stata presentata presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino. Lo studio – promosso da Fondazione MAIRE – ETS e realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa con il supporto di MAIRE – monitora dal 2023, a livello globale, la consapevolezza e la sensibilità del pubblico in merito alla transizione energetica, andando oltre la produzione di energia a basse o zero emissioni per includere la trasformazione di processi industriali, prodotti, modelli di business, modalità di distribuzione e di consumo.
L’edizione 2026, con un approfondimento su Germania, Paesi Bassi e Polonia, fornisce evidenze basate sul coinvolgimento di 2.850 individui e integra il punto di vista di 25 esperti in 17 Paesi, distribuiti su 4 continenti: Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il Medio Oriente; India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia per l’Asia; Stati Uniti, Cile e Argentina per le Americhe; Algeria per l’Africa; Germania, Italia, Polonia, Paesi Bassi e Regno Unito per l’Europa.
La Germania – con il suo 64% – si distingue per l’elevato livello di consapevolezza sulla transizione energetica e per una prospettiva pragmatica, interpretando la transizione sia come necessità ambientale sia come evoluzione industriale. I tedeschi percepiscono la transizione energetica come un processo impegnativo che richiede sforzi immediati per sbloccare il potenziale futuro, mentre l’attenzione si sta spostando sempre più verso gli ostacoli strutturali e infrastrutturali concreti che devono essere superati per completare il processo. Questa visione è sostenuta da un modello di governance “tripartito”, in cui le responsabilità sono condivise tra politica, industria privata e cittadini. Tuttavia, le imprese private sono percepite in misura crescente come i principali motori del progresso operativo.
Il percorso da intraprendere è inteso come un impegno strettamente tecnico, radicato nell’eccellenza consolidata dei settori energia, ingegneria e costruzioni e automotive della Germania, e richiede l’immediato upskilling della forza lavoro per creare profili “ibridi” che combinino hard e soft skill.
I risultati 2026 dello studio confermano, tuttavia, la percezione che il vero motore della transizione energetica si sia spostato fuori dai Paesi europei. Germania, Paesi Bassi e Polonia stanno adottando un approccio più misurato e, in alcuni casi, scettico, soprattutto nel definire le priorità e nel bilanciamento tra costi e benefici.
All’evento hanno partecipato S.E. l’Ambasciatore Fabrizio Bucci, Ambasciatore d’Italia in Germania, per un saluto istituzionale; Ilaria Catastini, General Manager, Fondazione MAIRE – ETS, ha presentato i risultati, seguita da un panel composto da Robert Grimm, Director of Corporate Reputation and Public Affairs, IPSOS Germany; Lucretia Löscher, Energy & Plant Engineering Executive & Board Member, Strategy & AI Expert; Giuseppe Sachero, Vice President Industrial Solutions Siemens Energy; e Giovanni Sale, Corporate and Business Strategy Senior Vice President del Gruppo MAIRE, con Maarten van Aalderen, già Presidente della Foreign Press Association a Roma, in qualità di moderatore.
Fabrizio Di Amato, Presidente e Fondatore di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS, ha chiuso l’evento con le sue considerazioni finali. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi stakeholder industriali tedeschi ed europei, oltre a rappresentanti della comunità energetica. MAIRE è un gruppo di ingegneria leader nelle soluzioni tecnologiche e nell’esecuzione di progetti complessi per i settori energia e chimica, con 10.800 dipendenti in 50 Paesi, e può contare su una presenza ben radicata in Germania. Attraverso i centri tedeschi Tecnimont Planung Industrieanlagenbau GmbH a Braunschweig e GasConTec a Bad Homburg, è infatti attivamente impegnata nell’industrializzazione di un’economia a basse emissioni di carbonio2 a livello globale, facendo leva sulle proprie tecnologie proprietarie e su soluzioni innovative. Fondazione MAIRE è la sua fondazione del Gruppo, dedicata a studi e iniziative per la creazione di competenze e professionalità per la transizione energetica.
Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS, ha commentato: “La nostra visione è che non si torna indietro: la transizione energetica è un percorso irreversibile. I Paesi di tutto il mondo stanno comprendendo che investire nella transizione energetica è una scelta competitiva, capace di generare nuovi settori industriali, favorire nuove imprese, creare occupazione e rilanciare professioni in declino. I cambiamenti globali ci spingono a rimanere resilienti e a rimodellare di conseguenza il nostro modello di business”