Le voci istituzionali su certificati blu e circolarità dell’acqua per un sistema idrico più innovativo

In occasione della Giornata Nazionale “Transizione energetica, risorse idriche ed economia circolare” organizzata da Task Force Italia, si è svolta la Round Table istituzionale dal titolo “Certificati blu e circolarità dell’acqua: roadmap per un sistema nazionale idrico innovativo e resiliente”.

In occasione della Giornata Nazionale “Transizione energetica, risorse idriche ed economia circolare” organizzata da Task Force Italia, si è svolta la Round Table istituzionale dal titolo “Certificati blu e circolarità dell’acqua: roadmap per un sistema nazionale idrico innovativo e resiliente”.

Rappresentanti delle istituzioni, di enti tecnici, utility e imprese si sono confrontati sulle principali sfide e criticità da affrontare oggi per la risorsa idrica. L’onorevole Patty L’Abbate – promotrice della Round Table insieme a Task Force Italia – ha esordito definendo la gestione dell’acqua una priorità strategica: “Tra scarsità crescente e qualità in deterioramento, non possiamo permetterci di rimandare decisioni che devono essere prese subito”; poi ha proseguito spiegando che, per queste ragioni, “servono strumenti innovativi come i certificati blu, accompagnati da sistemi di misurazione chiari e condivisi, per incentivare un uso efficiente e sostenibile delle risorse e premiare le pratiche realmente virtuose”.

La riduzione delle perdite risulta essere – da parte di tutti gli speaker – un’esigenza primaria. Come sottolineato da Luigi Ricci, Direttore Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità, ISPRA, “le perdite nelle reti idriche superano il 40%: un’inefficienza strutturale che limita la disponibilità della risorsa e indebolisce qualsiasi strategia di risparmio.”

Diventa, quindi, fondamentale modernizzare le infrastrutture spesso obsolete e accelerare gli investimenti lungo l’intera filiera dell’acqua. Nonostante i rilevanti stanziamenti pubblici e industriali già attivati, emerge il divario tra fabbisogni reali e risorse disponibili, mentre i tempi autorizzativi e realizzativi continuano a rappresentare un ostacolo alla piena attuazione degli interventi. Alla luce di questo quadro, Angiolo Martinelli, Direttore della Divisione Uso sostenibile delle risorse idriche della Direzione Generale USSA, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha spiegato che “la gestione delle risorse idriche richiede oggi un coordinamento costante tra livelli istituzionali e competenze diverse, per garantire una governance efficace in un contesto sempre più complesso e frammentato”.

In sintesi, dalla plenaria istituzionale appare chiara la necessità di affiancare agli interventi infrastrutturali e regolatori strumenti capaci di orientare in modo concreto i comportamenti verso un uso più efficiente e responsabile della risorsa idrica. I certificati blu si configurano in questa prospettiva come un possibile elemento abilitante, in grado di introdurre logiche di misurazione, trasparenza e valorizzazione delle performance, favorendo un approccio più strutturato alla sostenibilità dell’acqua. Il loro sviluppo richiederà tuttavia un quadro chiaro, condiviso e supportato da adeguati sistemi di monitoraggio, affinché possano integrarsi efficacemente nelle politiche esistenti e contribuire a colmare i gap ancora presenti tra ambizione normativa e applicazione operativa.