Expo Training, €43,9 mld di valore aggiunto persi per difficoltà di recruiting; obiettivo 10mila colloqui per ridurre il mismatch

È necessaria una svolta su istruzione tecnica, dialogo scuola-imprese e governance delle competenze; Carlo Barberis, Presidente di Expo Training: "L'orientamento può e deve diventare un processo continuo, capace di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio percorso professionale"

Arrivare a svolgere 10mila colloqui di lavoro, raddoppiando il dato del 2025, per cercare di colmare il mismatch tra domanda e offerta, in particolare sul fronte delle competenze specialistiche. È l’obiettivo di Expo Training per la XV edizione della Fiera Expo Training e ExpoLavoro&Sicurezza, che si terrà a Milano a novembre 2026, con il coinvolgimento di scuole, università, istituzioni e imprese sui temi della formazione, dell’orientamento e del lavoro. L’esigenza è quella di portare il tema del mismatch fuori dalla dimensione emergenziale e farlo rientrare in una strategia condivisa tra Regioni, istituzioni, sistema formativo e imprese.

Se ne è parlato alla Camera, a Palazzo Montecitorio, durante il convegno “Mismatch e orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni. Criteri di scelta, competenze e politiche territoriali per ridurre lo scarto tra domanda e offerta di lavoro”, organizzato da Expo Training.

L’incontro ha permesso di avviare una riflessione sul divario, sempre più marcato, presente tra competenze formate e competenze richieste dal mercato del lavoro, con il conseguente squilibrio tra domanda e offerta.

La XV edizione di Expo Training

Serve una svolta fondata su un orientamento precoce, sul rafforzamento dell’istruzione tecnica, su un dialogo stabile tra formazione e imprese e su politiche territoriali capaci di governare l’intera filiera delle competenze. È in questa cornice che si inserisce la nuova progettualità della XV edizione di Expo Training: Campus Impresa – Contest & Job Day, un format integrato che unisce concorso per le scuole, attivazione dei brand sponsor e recruiting in fiera. Il progetto coinvolge gli studenti in un contest creativo e tecnico legato al prodotto e al servizio dell’azienda, trasmette i valori del brand attraverso l’uso di prodotti, prototipi, campagne e simulazioni, e si conclude con un Job Day che collega aziende, studenti e disoccupati. Per Expo Training questa è anche una risposta all’inverno demografico: se i giovani diminuiscono, diventa decisivo intercettarli prima, valorizzarne il talento, orientarli meglio e creare occasioni di ingresso qualificato nel mercato del lavoro. 

Il mismatch in Italia

In Italia il mismatch ha ormai dimensioni strutturali. Nel secondo semestre 2025, le entrate di difficile reperimento hanno riguardato il 46,1% del totale: secondo il Report CNEL-Unioncamere, 46 posizioni su 100 risultano difficili da coprire. Lo squilibrio è ancora più marcato tra i profili più qualificati: nel 2025 le imprese hanno cercato 670mila laureati e 120mila diplomati ITS, ma il 50,9% dei laureati e il 57,3% dei diplomati ITS è risultato difficile da trovare. I comparti più esposti: costruzioni (61,4%), industria metalmeccanica ed elettronica (59,2%), legno-mobile (57,2%), tessile-abbigliamento-cuoio-calzature (56,0%), servizi informatici e telecomunicazioni (51,4%). Se si guarda ai gruppi professionali, le criticità più forti riguardano gli operai specializzati (63,7%), i dirigenti e direttori (62,4%) e le professioni tecniche (52,4%). Unioncamere stima che le difficoltà di reperimento, dovute in buona parte allo skill mismatch, abbiano comportato una perdita di valore aggiunto di 43,9 miliardi di euro. Tra il 2025 e il 2029, imprese e PA avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di persone, con il 74% del fabbisogno concentrato nei servizi e almeno il 37% riferito a laureati, soprattutto STEM, e diplomati ad alta specializzazione tecnologica.

Le APL e gli Enti regionali

Le Agenzie per il Lavoro (APL) devono gestire una contraddizione evidente: da un lato aziende che cercano profili immediatamente spendibili, dall’altro candidati che spesso non possiedono competenze tecniche, trasversali o digitali coerenti con i ruoli richiesti. Ciò si traduce in maggiori difficoltà di matching, tempi di selezione più lunghi, incremento dei costi di recruiting e formazione, maggiore complessità nel fidelizzare sia i lavoratori sia le imprese clienti e una pressione crescente nel colmare i gap che nascono molto prima dell’ingresso nel mercato del lavoro. 

Alle APL e agli Enti regionali accreditati al lavoro deve essere riconosciuto un ruolo non solo esecutivo, ma di cerniera tra sistema formativo e sistema produttivo, valorizzandone la capacità di intercettare i fabbisogni professionali, orientare i candidati e promuovere percorsi di upskilling e reskilling aderenti alle trasformazioni del mercato. Anche i Centri per l’impiego (CPI) devono essere maggiormente coinvolti, rafforzando l’asse tra sistema pubblico e sistema privato. Gli ottimi risultati ottenuti dalla Regione Lombardia con il Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), che riguarda anche i detenuti, è un esempio dell’efficacia delle politiche attive del lavoro quando sono attuate con percorsi mirati e favorendo il dialogo tra istituzioni, enti di formazione e imprese.

Le parole di Claudio Durigon

Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha dichiarato: “Conosco molto bene l’attività di Expo Training, che si è affermata come realtà di riferimento nell’attuazione di numerose politiche attive del lavoro. Inoltre, l’iniziativa ‘C’è posto per te’, realizzata da Sviluppo Lavoro Italia, sta mettendo in evidenza quanto sia fondamentale l’orientamento professionale. Ascoltare le esigenze dei territori è essenziale per superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e favorire l’incontro tra imprese e lavoratori. In Italia, l’orientamento al lavoro è stato spesso carente, per questo il ruolo dei soggetti attuatori risulta oggi determinante nel fornire risposte efficaci alle esigenze presenti e future del mercato. L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante del mondo produttivo, e le aziende necessitano di personale competente, preparato anche sulle nuove tecnologie. Expo Training si è sempre distinta per la sua presenza capillare sul territorio. In tal senso, le fiere sul lavoro rivestono un ruolo chiave, ma è fondamentale costruire sinergie tra regioni e imprese locali, rafforzando anche il sistema informativo per integrare tutti i dati disponibili. Ci prepariamo ad affrontare una stagione importante, puntando su una formazione qualificata e mirata. Con la conclusione della fase storica del PNRR, è quindi indispensabile proseguire sulla strada della collaborazione per creare nuova occupazione a livello regionale”.

Le dichiarazioni di Carlo Barberis

Carlo Barberis, Presidente di Expo Training, ha dichiarato: “Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è ormai evidente, molte aziende faticano a trovare profili adeguati. In questo contesto, l’orientamento può e deve diventare un processo continuo, capace di accompagnare i giovani nella costruzione del proprio percorso professionale. Decisivo è il coinvolgimento attivo e propositivo delle imprese, perché quando scuola e mondo produttivo progettano insieme competenze ed esperienze, l’orientamento si traduce in scelte consapevoli e in reale occupabilità. In questa direzione, Expo Training è impegnata quotidianamente a ridurre un divario sempre più marcato tra chi cerca lavoro e chi è alla ricerca di profili specializzati. Le analisi sul tema evidenziano l’urgenza di colmare questo gap e, in tale prospettiva, è fondamentale riconoscere alle Agenzie per il Lavoro e agli Enti regionali accreditati al lavoro un ruolo di raccordo tra formazione e sistema produttivo Le aziende che partecipano a Expo Training hanno l’opportunità di ospitare scuole nei propri spazi, promuovere iniziative e concorsi per intercettare giovani talenti e avviare un dialogo diretto con studenti e docenti attraverso workshop e momenti di confronto. Si tratta di un approccio che favorisce un incontro più umano ed efficace tra domanda e offerta di lavoro, superando i limiti di una selezione esclusivamente algoritmica e restituendo centralità alla relazione diretta tra persone”.

Il commento di Paola Nicastro

Per Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia: “Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è oggi una delle principali criticità del nostro mercato occupazionale. Servono più competenze specialistiche e un rafforzamento dei percorsi formativi, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese. È necessario lavorare in sinergia con i territori con il fine di creare maggiori opportunità non solo per i giovani, ma anche per tutte quelle persone che sono rimaste ai margini del mercato del lavoro e che incontrano difficoltà a rientrarvi. Comprendere le vocazioni professionali dei territori significa fornire ai Centri per l’Impiego, alle Regioni e al sistema formativo strumenti concreti per programmare interventi mirati e andare incontro alle richieste delle imprese. Si tratta di un contributo essenziale per costruire politiche più efficaci, fondate su dati solidi e su un ascolto attento delle esigenze di chi è alla ricerca di un impiego”.

Le considerazioni di Daniele Sinibaldi

Secondo Daniele Sinibaldi, Presidente ANCI Lazio e Sindaco di Rieti: “Parliamo spesso di disallineamento tra domanda e offerta, ma dobbiamo avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: siamo di fronte a una frattura strutturale che incide sulle traiettorie di vita dei giovani, che rallenta la crescita delle imprese e che, nel suo insieme, indebolisce la capacità competitiva del nostro Paese. Il risultato è un circolo vizioso che penalizza tutti: i giovani, che vedono ridursi le opportunità e la mobilità sociale; le imprese, che perdono produttività e capacità di adattamento; e anche gli stessi intermediari del lavoro, chiamati a supplire a carenze di sistema senza poter contare su un’integrazione piena e strutturale. Ecco perché oggi è fondamentale riportare al centro il ruolo dei territori e, in particolare, quello dei Comuni e delle Regioni. Come ANCI Lazio, riteniamo che la sfida del mismatch non possa essere affrontata con interventi isolati o emergenziali. Serve una visione sistemica, capace di mettere in connessione tutti gli attori della filiera: istituzioni, sistema educativo, imprese e operatori del mercato del lavoro”.

Le osservazioni di Valeria Mantovan

Valeria Mantovan, Assessore all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura della Regione Veneto, ha sottolineato: “Nel Veneto, il divario tra le competenze acquisite e quelle richieste dal mercato del lavoro rappresenta una sfida cruciale che dobbiamo affrontare con determinazione. I profondi e rapidi cambiamenti che caratterizzano anche il nostro tessuto produttivo impongono interventi mirati ed efficaci. È fondamentale che gli enti formativi del territorio si assumano la responsabilità di accompagnare studenti e lavoratori nei percorsi di inserimento e crescita professionale: senza questo impegno concreto, il mismatch rischia di trasformarsi in una criticità strutturale. Oggi la formazione non è più un'opzione, ma una necessità imprescindibile per mantenere la competitività e la capacità innovativa del Veneto. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere come le nuove generazioni attribuiscano sempre maggiore importanza alla qualità della vita e alla valorizzazione del tempo libero. In quest’ottica, è essenziale promuovere strumenti di flessibilità che favoriscano una reale conciliazione tra vita professionale e personale, contribuendo così allo sviluppo di un sistema lavoro moderno e attrattivo per i giovani della nostra regione e non solo”.

Le affermazioni di Simona Tironi

Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, ha affermato: “Rafforzare il rapporto tra sistema educativo e mondo produttivo ha un impatto diretto sulla competitività dei nostri territori e sulla formazione professionale delle nuove generazioni. La Lombardia, in particolare, ha un tessuto produttivo tra i più dinamici e articolati d’Europa, composto in larga parte da piccole e medie imprese con una forte capacità manifatturiera. Tuttavia, le imprese segnalano difficoltà nel reperire profili professionali adeguati alle trasformazioni tecnologiche in atto. Per questo è necessario rafforzare le filiere professionalizzanti, valorizzando al contempo il ruolo dell’orientamento, accompagnando i giovani e le loro famiglie verso scelte consapevoli. È fondamentale mettere in relazione scuole, sistema della formazione e imprese, per favorire un contatto diretto con i settori produttivi del territorio, costruendo un sistema integrato in grado di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro”.

Le dichiarazioni di Alberto Lenzi

Alberto Lenzi, Assessore al Lavoro, Innovazione Tecnologica, Semplificazione Amministrativa, Infrastrutture Digitali, Formazione, Appalti e Attività Contrattuali della Regione Toscana, ha dichiarato: “Dobbiamo valorizzare appieno tutte le potenzialità della Toscana, soprattutto nel rapporto tra giovani e mondo del lavoro. Oggi tutte le regioni sono impegnate su questo fronte, ma c’è preoccupazione per il futuro dei finanziamenti che, in passato, erano legati al PNRR. È necessario tornare a un sistema formativo più mirato e flessibile, capace di rispondere con efficacia alle nuove esigenze del territorio. Diventa quindi fondamentale lavorare in sinergia, creando una vera e propria squadra tra Regione, Associazioni di categoria, centri per l’impiego e tutti gli attori coinvolti nelle politiche attive del lavoro, per mettere a sistema competenze, strumenti e risorse e ottenere risultati concreti. La nostra priorità è offrire ai giovani validi motivi per scegliere di restare nel nostro Paese e costruire il proprio futuro nella regione. In questa fase storica, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale assumono un ruolo centrale, ma devono essere sviluppate e utilizzate anche secondo principi etici, garantendo pari accesso e opportunità per tutti. È fondamentale, infine, che il progresso tecnologico continui a mettere la persona al centro: l’innovazione deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, non il contrario”.

Le parole di Desirè Alma Manca

Desirè Alma Manca, Assessore al Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Sardegna, ha spiegato: “Viviamo nel 2026 e la Sardegna, parte integrante dell’Europa, si trova in una fase cruciale di trasformazione. Mentre a livello globale si parla già diffusamente di intelligenza artificiale, fino a ieri la nostra regione si è concentrata quasi esclusivamente sul formare operatori del benessere, rispondendo alle forti richieste in quel settore. Tuttavia, abbiamo scelto di sospendere questa tipologia di formazione, riconoscendo la necessità di un cambio di rotta. Per troppo tempo i nostri giovani sono rimasti distanti dalle opportunità offerte dal mercato del lavoro, generando il ben noto mismatch tra domanda e offerta di competenze. Con la misura ‘F.I.L.O. Sardegna’ vogliamo finalmente creare quel collegamento che è sempre mancato tra la Regione e le reali esigenze occupazionali, investendo sulla formazione che porta a un inserimento lavorativo concreto. L’obiettivo oggi è chiaro: puntare su percorsi formativi in linea con le reali necessità del mercato e favorire assunzioni stabili, colmando un divario che in passato ha relegato la Sardegna agli ultimi posti tra le regioni italiane per innovazione e occupazione, compresa quella nell’ambito dell’intelligenza artificiale. È tempo di decisioni coraggiose e di azioni concrete per dare nuovo slancio ai giovani e al futuro della nostra isola”.

Le osservazioni di Marco Valsecchi

Marco Valsecchi, Amministratore Delegato Synergie Italia, ha osservato: “Ogni giorno, in Italia, secondo i dati del Sistema Excelsior, di Unioncamere e Ministero del Lavoro, quasi 7.000 contratti di lavoro non vengono firmati, oltre 2,5 milioni l’anno. Non perché le aziende non abbiano posizioni aperte o le persone non cerchino lavoro, ma perché il sistema non riesce a farli incontrare. Nel nostro Paese coesistono un tasso di disoccupazione al 6,5% e oltre il 45% di posizioni che le imprese non riescono a coprire. Le competenze tecniche invecchiano più dei curricula scolastici, esiste un divario geografico tra Nord e Sud e manca l’orientamento. Le Regioni dispongono di risorse senza precedenti, il problema non sono i fondi, ma il modo in cui vengono utilizzati. Synergie opera in 15 Regioni, confrontandosi con altrettanti sistemi di accreditamento e modalità di rendicontazione. Inoltre, veniamo coinvolti quando la programmazione è già chiusa. Al Parlamento chiediamo l’armonizzazione della normativa interregionale per gli operatori del lavoro su scala nazionale, una co-progettazione obbligatoria nella programmazione di GOL e FSE+, e l’introduzione di un layer predittivo sul SIISL capace di trasformare i dati privati in intelligenza pubblica”.

Il commento di Natale Forlani

Natale Forlani, Presidente INAPP, ha detto: “Gran parte del fenomeno del mismatch riguarda, oltre agli aspetti positivi che sono stati ricordati, anche la perdita di quei mestieri fondamentali che non sono strettamente legati alla tecnologia: penso, ad esempio, all’idraulico o all’elettricista specializzato anche nella domotica. Dobbiamo superare la percezione secondo cui il mismatch sia una questione irrisolvibile: in realtà, tutte le professioni stanno evolvendo e diventeranno, in misura crescente, utilizzatrici della tecnologia. Il tema delle competenze riguarda trasversalmente l’intera popolazione. L’introduzione di servizi pubblici digitali, ad esempio, ha contribuito a cambiare l’atteggiamento della cittadinanza nei confronti della pubblica amministrazione, spingendola verso una maggiore digitalizzazione e produttività. Per continuare su questa strada, è fondamentale che l’amministrazione non resti rigida, ma sappia essere flessibile e pronta ad adeguarsi ai cambiamenti, così da promuovere efficienza e innovazione”.

I partecipanti 

Tra gli altri, hanno preso parte: Tommaso Saso, Presidente Manageritalia Lazio e docente Università Guglielmo Marconi; Enrico Vannicola, Presidente Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro; Mario Cardoni, Direttore Generale Federmanager; Marco Morganti, Presidente Assobenefit.