Analisi AIFI-PwC Italia su settore private equity e venture capital 2025, raccolta a €3.570 mln (-46%), investimenti per €11.610 mln (-22%)
Con riferimento all’origine geografica degli operatori, rimane elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il nostro Italiano, nel 2025, infatti, il 73% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (8.433 milioni)
Sono stati presentati i risultati dell’analisi condotta da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), in collaborazione con PwC Italia, sul mercato italiano del capitale di rischio.
Nel 2025 la raccolta nel settore del private equity e del venture capital ha registrato una flessione del 46%, attestandosi a 3.570 milioni di euro rispetto ai 6.673 milioni rilevati nel 2024. Anche l'ammontare complessivo investito, includendo le infrastrutture, ha subito una contrazione del 22%, scendendo a 11.610 milioni di euro a fronte dei precedenti 14.903 milioni. Nonostante la diminuzione dei capitali, il numero di operazioni è cresciuto del 21%, passando da 732 a 887 transazioni, con il venture capital che si è confermato il segmento più dinamico per volume di attività grazie a 568 operazioni concluse. Sotto il profilo del valore economico, il comparto del buy out ha mantenuto la posizione di leadership con investimenti per 6.246 milioni di euro. Per quanto riguarda le exit, i disinvestimenti sono aumentati del 17% in termini numerici, raggiungendo le 184 unità rispetto alle 157 dell'anno precedente, sebbene il loro controvalore al costo sia calato del 19%, passando da 5.727 milioni a 4.661 milioni di euro.
Raccolta
Nel 2025 la raccolta del private equity e venture capital è stata pari a 3.570 milioni di euro (di cui 2.856 milioni raccolti sul mercato), in calo del 46% rispetto ai 6.673 milioni dell’anno precedente. Gli operatori che nel 2025 hanno svolto attività di fundraising sono stati 44 (42 l’anno precedente). Con riferimento alla provenienza geografica1 dei fondi raccolti sul mercato, la componente domestica ha rappresentato l’83%, mentre il peso di quella estera è stato del 17%. A livello di fonti2, il 22% della raccolta deriva dal settore pubblico, inclusi i fondi di fondi istituzionali (524 milioni di euro), seguiti dagli investitori individuali e family office (21%, 490 milioni) e dai fondi pensione e casse di previdenza (19%, 442 milioni).
Investimenti
Nel 2025 l’ammontare investito dagli operatori di private equity e venture capital è stato pari a 11.610 milioni di euro, in calo del 22% rispetto all’anno precedente, a causa principalmente del minor valore confluito verso il comparto infrastrutturale. Escludendo le infrastrutture, il mercato è stato caratterizzato da un ammontare investito pari a 8.570 milioni, pressoché in linea con il 2024 (8.741, -2%).
Complessivamente, nel corso del 2025 sono stati realizzati 5 large deal e 8 mega deal3, che insieme hanno rappresentato il 44% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (5.154 milioni di euro). Nel 2024, invece, erano stati realizzati 10 large deal e 6 mega deal, per un peso del 59% dell’ammontare complessivo (8.833 milioni di euro). Da sottolineare che le operazioni caratterizzate da un ammontare inferiore ai 150 milioni di euro (small e medium deal) hanno attratto 6.456 milioni di euro, in crescita rispetto al 2024 (6.070 milioni, +6%), rappresentando il valore più alto di sempre. Il numero di operazioni si è attestato a 887, in crescita (+21%) rispetto alle 732 dell’anno precedente, trainato anche quest’anno dall’attività di venture capital.
Nel dettaglio, nel 2025 il segmento del venture capital (early stage: seed, start up e later stage) ha mostrato una crescita del 30% del numero di operazioni (568 nel 2025, contro 437 nel 2024) e del 46% dell’ammontare investito, passato da 927 a 1.349 milioni di euro. I buy out, con 6.246 milioni di euro e 210 operazioni (6.530 milioni e 185 investimenti nel 2024), si sono classificati al primo posto in termini di ammontare, pari al 54% del totale, con un aumento del 14% del numero e una contrazione del 4% dell’ammontare, a testimonianza di una riduzione della dimensione media delle operazioni
Gli investimenti in infrastrutture sono stati 30 (-23% rispetto ai 39 del 2024) e hanno attratto un ammontare pari a 3.040 milioni di euro, contro i 6.162 milioni dell’anno precedente, quando erano stati realizzati alcuni deal di dimensioni rilevanti. Nel segmento dell’expansion sono stati investiti 792 milioni, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente (695 milioni), distribuiti su 68 operazioni (+21% rispetto alle 56 del 2024).
Aree Geografiche
Con riferimento all’origine geografica degli operatori, rimane elevato l’interesse dei soggetti internazionali per il nostro mercato: nel 2025, infatti, il 73% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori esteri (8.433 milioni).
Le dichiarazioni di Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI
“Nel corso del 2025 abbiamo assistito a un crescita della finanza per le pmi che ha realizzato il miglior risultato di sempre con 6,5 miliardi di investimenti; si vede un incremento dell’ammontare destinato al venture capital con 1,3 miliardi e nell’expansion che ha attratto 792 milioni di euro” dichiara Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI. “Resta sempre debole la raccolta che nel 2025 è calata del 46% determinando così un limite per l’attività degli operatori che hanno a disposizione meno capitali al supporto della crescita aziendale”.
Il commento di Francesco Giordano, Partner di PwC Italia e Private Equity Leader
“Dopo un primo semestre del 2025 molto positivo abbiamo assistito a una significativa contrazione nel secondo semestre, con una riduzione dell’ammontare investito pari al 42%”, dichiara Francesco Giordano, Partner di PwC Italia e Private Equity Leader. “In particolare, ne hanno risentito i segmenti delle infrastrutture e dei buyout, che hanno sofferto l’assenza delle grandi operazioni che avevano invece caratterizzato i periodi precedenti.”
A livello settoriale, il 2025 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto Ict, con il 32% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali, 15%, e dal medicale, 13%. Considerando l’ammontare investito, il comparto dell’energia e ambiente ha attratto il 30% del valore complessivo, seguito da Ict (18%) e beni e servizi industriali (15%). A livello geografico la regione che ha totalizzato la gran parte delle operazioni è la Lombardia, con il 47% del numero degli investimenti in Italia, seguita da Lazio (10%) e Piemonte (7%).
Disinvestimenti
Nel 2025 l’ammontare disinvestito al costo di acquisto delle partecipazioni è stato pari a 4.661 milioni di euro, in calo del 19% rispetto ai 5.727 milioni dell’anno precedente. Il numero di exit è stato pari a 184, +17% rispetto alle 157 del 2024. Il canale maggiormente utilizzato per i disinvestimenti è stato la vendita ad un soggetto industriale in termini di numero con 69 exit (37% del totale), mentre in termini di ammontare ha prevalso la vendita ad altri operatori di private equity (2.049 milioni di euro), con un’incidenza del 44%.