Infratel, ricavi a €50 milioni e investimenti da €8,5 miliardi; l’AD Piccinetti punta su sviluppo digitale del Paese

L'azienda ha presentato la relazione annuale alla Camera dei Deputati confermando un risultato netto di €5,3 milioni e un margine operativo netto di €5,8 milioni

Infratel Italia termina il 2025 con ricavi a €50 milioni di euro e investimenti da €8,5 miliardi di euro , con l’amministratore delegato Pietro Piccinetti che punta a rendere la società una vera leva di sviluppo per il Paese. Presentando la relazione annuale alla Camera dei Deputati, l'azienda del gruppo Invitalia ha confermato un risultato netto di €5,3 milioni e un margine operativo lordo di €5,8 milioni. “Siamo convinti che la rete debba entrare pienamente nei processi di crescita del Paese e diventare una vera leva di sviluppo. L’obiettivo deve essere quello di assicurare una connettività stabile, performante e realmente fruibile, soprattutto nelle aree che ancora soffrono ritardi infrastrutturali”, ha dichiarato l’AD Piccinetti, sottolineando come Infratel debba potenziare il proprio ruolo di presidio strategico dello Stato sulle infrastrutture di rete.

Traguardi raggiunti: scuole e sanità connesse

La società, braccio operativo del Mimit e del Dipartimento per la trasformazione digitale, ha mostrato numeri significativi sul fronte delle realizzazioni concrete. Ad oggi si contano 6 milioni di unità immobiliari in fibra ottica, oltre 27 mila scuole connesse a internet con banda larga e 7.900 strutture sanitarie collegate. Un dato di particolare rilievo sistemico riguarda l’indice Desi (Digital Economy and Society Index) 2025, che colloca la copertura FTTH italiana al 70,7%, un valore superiore alla media europea che certifica l'efficacia dell'intervento pubblico coordinato da Infratel. I ricavi diretti sono cresciuti sensibilmente, passando dai €34,7 milioni del 2022 ai €50 milioni attuali, con una componente di entrate ricorrenti in aumento del 16%.

Prospettive al 2030 e diversificazione

Il futuro di Infratel Italia guarda oltre la scadenza del PNRR. Le proiezioni indicano una crescita dei ricavi diretti fino a €63,1 milioni di euro entro il 2030, supportata da una strategia di diversificazione che spazia dalle concessioni di rete ai servizi professionali e applicativi. Anche il capitale umano subirà un rafforzamento, con un organico previsto in crescita fino a 420 unità nel 2027. L'ambizione dichiarata è quella di consolidarsi come "soggetto abilitatore della sovranità nazionale di connettività pubblica", estendendo le competenze non solo alle reti terrestri fisse e mobili, ma anche alle infrastrutture sottomarine, garantendo al Paese un know-how specialistico autonomo e una governance stabile delle reti pubbliche.