Sostenibilità, mobilità ferroviaria e innovazione tecnologica al centro della competitività europea
Mantero (Knorr-Bremse): "La sostenibilità è una leva strategica: investire nella ferrovia per costruire un’Italia più competitiva"
L’ Amministratore Delegato di Knorr-Bremse racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con Il Giornale d’Italia, il ruolo del trasporto su rotaia, dell’innovazione e degli investimenti sostenibili per il futuro del Paese
Simone Mantero, Amministratore Delegato di Knorr-Bremse, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha spiegato come la sostenibilità non sia più soltanto una scelta etica, ma rappresenti oggi una leva strategica per garantire stabilità e competitività futura, a livello europeo e globale.
Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire?
Mi colpisce sempre il senso di solidarietà e di umanità che gli Italiani dimostrano in ogni situazione critica. Questo altruismo innato è possibile rappresenta le fondamenta dalle quali poter costruire qualcosa di buono.
Si deve ripartire dal contributo che ciascuno di noi può portare alla comunità, senza aspettare gli altri, focalizzandoci su quello che possiamo cambiare in meglio noi con le nostre forze.
É un commento che porto sempre in azienda, nelle riunioni tra managers; se ci sono elementi fuori dal nostro controllo, ne prendiamo atto ma smettiamo di accanirci su quello che non possiamo modificare; ne prendiamo atto, analizziamo, mitighiamo gli impatti e portiamo azioni di miglioramento, piccole o grandi che siano.
Noi siamo professionisti “privilegiati”, abbiamo la fortuna di essere nati o di operare nella nazione più bella al mondo, con più cultura, con maggiore bio-diversità. E abbiamo ricevuto una educazione e le opportunità che ci hanno consentito di essere in queste posizioni. Il modo di essere grati alla società è quello di restituire in parte, di impegnarci a lasciare impronte positive, di migliorare giorno dopo giorno quello che ci circonda. Nel modo che ci è più consono e sfruttando le competenze che abbiamo acquisito nella nostra esperienza. Per me è semplice, avendo la fortuna di lavorare in un’azienda ricca di valori, e che opera in un campo che porta servizi ai cittadini, facendo bene quello che è il nostro mandato aziendale, miglioriamo di conseguenza la nostra nazione.
Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?
L’azienda che rappresento, la Knorr-Bremse, è una multinazionale in attività da 120 anni nel settore dei trasporti. In particolar modo la Divisione in cui operiamo si occupa di trasporto su rotaia; nasciamo come produttori di freni (“Bremse” significa freno in tedesco, Knorr è il cognome dell’inventore del freno per le locomotive, George Knorr); siamo i primi al mondo in molti dei sistemi, quali porte, aria condizionata, sistemi sanitari, elettronica di controllo, di fatto tutti i sistemi tecnologicamente avanzati a bordo treno.
Come molte società abbiamo un’attenzione particolare ai temi ESG; a riprova della serietà con la quale affrontiamo il tema, una quota della retribuzione variabile dei top managers è legata ad obiettivi ESG. Ma soprattutto, lavoriamo nel settore trasporti maggiormente sostenibile.
È ormai noto come i treni, le metro, i tram producano meno CO2 per passeggero/km di qualsiasi altro mezzo; è altresì intuitivo come una linea metropolitana o tranviaria decongestioni il traffico cittadino.
Interessante argomento è l’occupazione del suolo pubblico; circolano immagini simulate che rappresentano una strada bloccata dal traffico, e la stessa strada con i passeggeri su un tram; sono di grande impatto.
Ancora troppo poco discusso il tema della sicurezza, le statistiche dimostrano come a parità di passeggero/km, l’incidenza di fatalità ha un rapporto 1 a 1000 rispetto al mezzo privato; basterebbe questa considerazione per spingerci ad investire sempre più in ferrovia!
Da ultimo, ma equalmente importante, è la sostenibilità economica; spesso si cerca il miglior compromesso tra sostenibilità ambientale ed economica, come se fossero in contrapposizione; nel nostro settore non ci sono dubbi, è evidente anche il risparmio.
In conclusione, se l’azienda di cui faccio orgogliosamente parte ha successo, il nostro contributo è tangibile!
Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro?
La Knorr-Bremse dedica risorse importanti alla Ricerca&Sviluppo, dell’ordine del 6% del proprio fatturato. Pertanto l’innovazione tecnologica è parte del DNA aziendale. Dovendo scegliere quale innovazione eveidenziare, non ho alcun dubbio al riguardo: è infatti in fase finale di realizzazione il freno elettromeccanico (“EMB”); negli oltre 100 anni di storia ferroviaria, in cui il sistema frenante si è evoluto in modo incrementale, stiamo per lanciare un prodotto che rivoluzionerà il settore, non solo a livello di sistema, ma che apporterà modifiche decisamente migliorative sul veicolo. Si passa da una trasmissione della forza frenante ad aria (oppure olio in sistemi tranviari) alla trasmissione elettrica.
È un cambio epocale che porterà ulteriori miglioramenti in sicurezza, in affidabilità e manutenibilità del sistema; a livello di veicolo si registrano miglioramenti significativi nella gestione della frenata, con notevole risparmio di peso (dell’ordine di centinaia di KG/veicolo), diminuzione dello spazio, semplificazione di assemblaggio; tutti elementi che richiamano al miglioramento dell’impatto ambientale; meno peso significa meno energia, il volume guadagnato si utilizzerà per aumentare la capienza a vantaggio dei passeggeri, i miglioramenti nella gestione della frenata consentiranno una ottimizzazione dell’occupazione delle infrastrutture. Ho elencato i macro temi, tralasciando elementi di miglioramento specifici che gli addetti ai lavori potranno apprezzare.
Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?
Tra i temi più rilevanti del panorama nazionale e internazionale, credo sia fondamentale sottolineare e rilanciare il ruolo che l’Europa è chiamata a giocare oggi: mantenere una posizione unita e coerente, sia sul piano politico sia su quello delle politiche di sostenibilità.
In un contesto globale segnato da conflitti geopolitici, instabilità economica e transizioni energetiche non più rinviabili, l’Europa deve continuare a parlare con una sola voce, dimostrando che competitività industriale, sicurezza e sostenibilità possono e devono procedere insieme.
Allo stesso tempo, non possiamo ignorare la crescita rapidissima di Paesi del Sud Est Asiatico come l’India, che stanno diventando attori centrali non solo dal punto di vista economico e industriale, ma anche ambientale. Il raggiungimento degli obiettivi climatici globali passa inevitabilmente dalla loro capacità di allinearsi a politiche di sviluppo sostenibile, in termini di transizione energetica, economia circolare e riduzione delle emissioni.
In questo scenario, l’Europa ha una grande responsabilità: guidare per esempio, dimostrando che un modello di sviluppo sostenibile è possibile, scalabile e conveniente nel lungo periodo. Le imprese hanno un ruolo chiave in questo percorso, traducendo le strategie in azioni concrete, investimenti, innovazione e filiere più responsabili.
La sostenibilità non è più solo una scelta etica, ma una leva strategica per la stabilità e la competitività futura, a livello europeo e globale.