L'intervista di Task Force Italia a Luigi Piergiovanni, Direttore Tecnico Commerciale di Sielte

Dopo il PNRR, la nuova stagione delle reti: la strategia di Sielte per un mercato più maturo e resiliente

Dopo anni di investimenti record, per il settore delle infrastrutture digitali italiane è il momento di ripensarsi. Luigi Piergiovanni, direttore tecnico commerciale di Sielte, legge questa fase come un passaggio naturale verso un mercato più strutturato e stabile

La corsa alla fibra finanziata dal PNRR sta entrando nella sua fase conclusiva, segnando la fine di un ciclo straordinario per le infrastrutture digitali italiane. Dopo anni di investimenti record e cantieri diffusi su tutto il territorio nazionale, il settore si prepara a una transizione delicata: meno spinta emergenziale, più visione industriale. Per le aziende della filiera non è il momento di rallentare, ma di ripensarsi. Luigi Piergiovanni, direttore tecnico commerciale di Sielte, legge questa fase come un passaggio naturale verso un mercato più strutturato, dove conteranno organizzazione, diversificazione e capacità di trasformare l’eredità del PNRR in crescita stabile. Dalla fibra all’energia, dai trasporti alle rinnovabili, Sielte punta a valorizzare competenze e presenza territoriale per costruire un modello industriale solido, meno dipendente dai picchi straordinari e più orientato alla resilienza nel medio-lungo periodo.

Il mercato della fibra sta entrando nella fase finale dei Piani PNRR. Che momento è per il settore?

«Stiamo vivendo la fase conclusiva dei grandi piani pubblici relativi alle infrastrutture; le Aree Bianche sono ormai in chiusura e le Aree Grigie termineranno a giugno 2026. Negli ultimi anni il settore ha registrato un picco straordinario in termini di volumi realizzativi, investimenti e capacità produttiva, coinvolgendo l’intera filiera delle telecomunicazioni.
Il PNRR è stato l’acceleratore determinante per la digitalizzazione dell’Italia, riducendo il digital divide e portando la connettività ultraveloce anche in aree storicamente escluse dagli investimenti privati. Oggi entriamo in una nuova fase: la sfida è consolidare quanto realizzato e trasformare le infrastrutture di rete in un motore di crescita strutturale per cittadini, imprese e PA».

La fine dei piani comporterà inevitabilmente una riduzione delle attività di costruzione rete. Come va interpretata questa fase?

«È una dinamica naturale: dopo una fase di espansione così intensa, è fisiologico assistere a una stabilizzazione dei volumi. Non si tratta di un arretramento, ma di una transizione industriale in cui si passa dallo sviluppo straordinario a una fase di assestamento dove diventano centrali organizzazione, visione strategica e capacità di trasformazione. Per Sielte la fine dei piani rappresenta innanzitutto un risultato: abbiamo rispettato milestone e target, consolidato una forza lavoro altamente qualificata, rafforzato le competenze gestionali e dimostrato affidabilità operativa su scala nazionale. Le attività di attivazione, move & change e gestione cliente sono in crescita e rappresentano un segmento importante. Il delivery non compensa completamente il calo della “creation”, ma contribuisce a rendere il modello più equilibrato e meno legato a dinamiche straordinarie. Per questo stiamo lavorando a un’evoluzione pluriennale del nostro modello industriale, orientata alla diversificazione e alla valorizzazione delle competenze sviluppate.»

Quali sono le direttrici strategiche che Sielte ha definito per affrontare questo scenario?

«La prima direttrice riguarda un riposizionamento geografico, commerciale e operativo: preservare il valore industriale costruito seguendo l’evoluzione dei principali committenti, anche con una presenza rafforzata in aree geografiche meno “confortevoli” ma strategiche, e al tempo stesso ampliare il portafoglio clienti, distribuendo le attività su una pluralità di interlocutori. Un modello più articolato e diffuso, che pur comportando maggiore complessità gestionale rende il business più equilibrato. La seconda direttrice è proseguire e rafforzare la diversificazione infrastrutturale avviata, investendo in settori ad alta intensità tecnica. In ambito energia opereremo al fianco delle major e nel segmento delle rinnovabili, dalla costruzione e gestione di impianti alle interconnessioni e infrastrutture di collegamento. Nel settore trasporti espanderemo la nostra presenza in ambito ferroviario, stradale e autostradale, portuale e aeroportuale, valorizzando le competenze infrastrutturali maturate. L’obiettivo è ampliare il perimetro industriale del Gruppo, attraverso crescita organica e operazioni mirate, costruendo un modello sempre più solido e resiliente.»

La fase post-PNRR viene quindi vista come un’opportunità?

«Il post-PNRR può e deve essere un’opportunità. Il mercato entra in una dimensione più strutturata, in cui conteranno meno le dinamiche emergenziali e più la capacità industriale, organizzativa e strategica delle imprese. Sielte affronta questa transizione con solidità, esperienza e una visione chiara: abbiamo consolidato competenze, rafforzato la struttura e ampliato il nostro perimetro di azione. Lo scopo è mettere a valore quanto costruito, garantendo continuità industriale e una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo, in un modello sempre più equilibrato e resiliente.»