Vladimir Oleinikov (Generali): “Il conflitto con l’Iran ha innescato il risk off e un forte aumento dell’energia”
Il Senior Quantitative Analyst di Generali Investments, ha stimato un’escalation limitata, con una perturbazione di 4-5 settimane dei flussi di petrolio e gas provenienti dal Golfo di Hormuz per gestire le pressioni inflazionistiche
Vladimir Oleinikov, Senior Quantitative Analyst di Generali Investments, ha osservato l’impatto dell’operazione Epic Fury:
“Il conflitto con l’Iran ha innescato una classica fase di “risk off”, spingendo gli investitori a invertire i posizionamenti che avevano caratterizzato l’inizio dell’anno (ad esempio: posizioni corte sul dollaro statunitense e lunghe sui mercati emergenti e sulle borse europee) e a spostarsi verso titoli difensivi e strumenti che proteggono dall’inflazione, in un contesto di forte aumento dei prezzi dell’energia. L’Europa ha sottoperformato rispetto agli Stati Uniti, riflettendo una maggiore esposizione ciclica e una più elevata dipendenza dalle importazioni energetiche. Nel nostro scenario di riferimento stimiamo un’escalation limitata, con una perturbazione di 4–5 settimane dei flussi di petrolio e gas provenienti dal Golfo. In tale contesto, le pressioni inflazionistiche legate all’energia rimarrebbero gestibili e l’incertezza elevata potrebbe creare opportunità per incrementare il rischio in fasi di ribasso azionario. Nel frattempo, tuttavia, lo Stretto di Hormuz resta praticamente bloccato. Il mercato azionario statunitense continua ad essere resiliente, sostenuto anche da flussi considerati rifugio verso il dollaro. Osservando il passato – come riferimento, non come previsione – gli shock energetici hanno tipicamente determinato cali azionari di breve durata: nei primi due mesi successivi a eventi simili, le azioni USA e dell’Area Euro sono scese in media del 3,5% e del 4,6%, con drawdown massimi rispettivamente del 4,5% e dell’8,6%.
Successivamente, le performance tendono a recuperare: entro tre mesi i rendimenti tornano generalmente in territorio positivo (circa +4,5% in entrambi i mercati), con ulteriori progressi nei dodici mesi successivi, fino a raggiungere in media il +10%. Manteniamo una leggera posizione di sovrappeso sull’azionario, con un orientamento ciclico bilanciato da settori difensivi come Farmaceutico, Utility e Telecomunicazioni, caratterizzati da solidi fondamentali e valutazioni interessanti, affiancati da oro e altri settori che offrono protezione contro l’inflazione come Energia, Metalli & Mining e Difesa.”