Kuwait, tagli alla produzione di petrolio per gli attacchi dell’Iran; tensioni nello Stretto di Hormuz

La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato una riduzione in misura cautelare della produzione e raffinazione del petrolio a causa della guerra in Iran e degli attacchi nel Golfo Persico

Il Kuwait, uno dei principali esportatori di petrolio al mondo, ha comunicato la decisione di ridurre la produzione e la raffinazione del petrolio greggio a causa delle continue minacce iraniane al paese, temendo in particolare per il passaggio delle navi petrolifere nello Stretto di Hormuz.

La compagnia 

Ad annunciare la riduzione della produzione di petrolio è la Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera nazionale del Kuwait con sede nella capitale Al Kuwait. La compagnia, controllata direttamente dal governo, gestisce l’intera filiera degli idrocarburi, dall’esplorazione alla produzione e raffinazione. Tra le prime dieci conglomerate petrolifere al mondo per riserve, ha registrato nel 2025 un fatturato di quasi 15 miliardi di euro.

Il comunciato

Sabato 7 marzo 2026 la Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato di aver "attuato una riduzione precauzionale della produzione di petrolio greggio e della capacità di raffinazione nell'ambito della sua strategia di gestione dei rischi e di continuità operativa". Questa decisione è stata presa a seguito degli attacchi iraniani allo Stato del Kuwait, con particolare attenzione alle minacce rivolte allo Stretto di Hormuz, un tratto del mar Arabico controllato in parte dall’Iran, da cui passa circa un quinto del petrolio destinato al mercato globale.

I tagli

Gli attacchi collegati nel Golfo Persico, importante snodo nel mercato petrolifero, hanno portato diversi paesi a ridurre la produzione di petrolio. Tra questi, l’Iraq, che ha comunicato la decisione mercoledì 4 marzo, e l’Arabia Saudita, che ha chiuso il suo più grande impianto di raffineria. Il Qatar ha invece interrotto la produzione di gas naturale liquefatto, che, secondo le parole del ministro dell’energia Saad al-Kaabi, non riprenderà fino alla completa cessazione del conflitto. Questi tagli hanno causato un aumento improvviso del prezzo del petrolio, che ha sfondato il tetto di 100 dollari a barile.