Stellantis, investiti €50 milioni in UK per furgoni elettrici, ma avverte Londra: “con le attuali regole il mercato non regge”

Il gruppo automobilistico rafforza lo stabilimento di Ellesmere Port con una nuova linea per veicoli commerciali elettrici dal 2027; ma l’azienda chiede al governo britannico di rivedere il mandato sulle vendite a zero emissioni, giudicato troppo rigido rispetto alla domanda reale

Stellantis conferma un investimento da circa 50 milioni di sterline nello stabilimento di Ellesmere Port, nel Regno Unito, dove sarà realizzata una nuova linea di assemblaggio dedicata ai furgoni elettrici di medie dimensioni. Il progetto entrerà a regime nel 2027 e permetterà di produrre versioni a zero emissioni di diversi veicoli commerciali del gruppo.

La decisione rafforza la presenza industriale dell’azienda nel Paese, ma arriva accompagnata da un messaggio chiaro al governo britannico: “senza una revisione delle regole sulle vendite di veicoli elettrici, la sostenibilità economica del progetto potrebbe essere a rischio”.

Il nodo del mandato Zev

Al centro del confronto c’è il cosiddetto mandato Zev (Zero Emission Vehicle), che impone ai costruttori quote minime di vendita di veicoli elettrici.

Nel caso dei veicoli commerciali leggeri, la normativa stabilisce che il 24% delle vendite debba essere costituito da modelli a zero emissioni. In caso contrario, le aziende sono soggette a una sanzione di 18 mila sterline per ogni veicolo che non rientra nei parametri stabiliti.

Domanda ancora limitata

Secondo Stellantis, il problema è che la domanda di furgoni elettrici non cresce con la stessa velocità prevista dagli obiettivi normativi. I dati più recenti del mercato indicano infatti che, dall’inizio dell’anno, i veicoli commerciali elettrici rappresentano meno del 12% delle vendite complessive nel Regno Unito.

Questo crea un paradosso per le case automobilistiche: per evitare sanzioni dovrebbero aumentare l’offerta di modelli elettrici, ma la domanda ancora limitata rende difficile venderli con margini adeguati. In alternativa, le aziende potrebbero ridurre le vendite dei modelli diesel, con possibili effetti sulle quote di mercato e sulla redditività.

La strategia per aumentare le vendite

Per cercare di sostenere la diffusione dei veicoli elettrici, Stellantis ha recentemente avviato in Europa una strategia commerciale “più aggressiva”. Il gruppo ha annunciato una promozione che prevede, fino a giugno, la vendita dei furgoni elettrici allo stesso prezzo dei modelli diesel, accettando margini più bassi nel tentativo di aumentare la quota di mercato dei veicoli a batteria.

Il ruolo strategico di Ellesmere Port

Lo stabilimento di Ellesmere Port rappresenta un tassello centrale nella strategia industriale del gruppo. Oggi è l’unico impianto Stellantis completamente dedicato alla produzione elettrica e realizza furgoni a batteria per diversi marchi del gruppo.

Il sito impiega circa 950 lavoratori e negli ultimi anni ha rafforzato il proprio ruolo anche nelle esportazioni. Una parte significativa della produzione viene infatti destinata ai mercati esteri, segnale di una domanda domestica ancora debole.

L’annuncio del nuovo investimento arriva inoltre pochi mesi dopo la decisione di chiudere lo storico stabilimento diesel di Luton, che ha segnato la fine di oltre un secolo di produzione e la perdita di circa 1.100 posti di lavoro.