Missoni, fondo Fsi nuovo socio di maggioranza, entrano nel capitale le famiglie Fassin e Bachmueller con quota del 25%
Il fatturato dell'azienda nel 2025 è raddoppiato, toccando quota 130 milioni di euro, con una redditività in forte ascesa e un Ebitda previsto per l'anno in corso intorno ai 20 milioni di euro; confermato l'intero management team
Il fondo FSI rafforza la sua posizione in Missoni diventando socio di maggioranza, mentre le famiglie Fassin e Bachmueller (già proprietarie di Bogner) hanno rilevato il 25% delle quote.
Il futuro di Missoni resta in mani italiane
In un panorama della moda sempre più dominato da conglomerati esteri, Missoni sceglie la via della continuità nazionale. Grazie a un’operazione strategica condotta da Fsi, il principale fondo di investimento europeo focalizzato su un singolo mercato, l’azienda blinda le proprie radici. Attraverso un reinvestimento mirato, Fsi assume la quota di maggioranza, garantendo che il patrimonio stilistico e industriale della maison rimanga un pilastro dell'economia italiana.
L'asse con Katjes Quiet Luxury
Missoni cambia assetto societario: la nuova architettura societaria si arricchisce di una partnership internazionale. Al fianco di Fsi entrano nel capitale le famiglie Fassin e Bachmueller, che attraverso la loro holding Katjes Quiet Luxury hanno acquisito una quota del 25%. Non si tratta di un semplice ingresso finanziario, ma di un’alleanza industriale con un gruppo che già controlla Bogner, storico marchio del lusso sportivo. Bogner è un nome importante nel settore: dai set dei film di James Bond con Roger Moore fino al ruolo di protagonista alle attuali Olimpiadi di Milano Cortina, potrebbe rappresentare il partner ideale per proiettare Missoni verso nuove sinergie nel segmento dell'alto di gamma.
I numeri della crescita
Il riassetto azionario arriva al culmine di un percorso di crescita che ha visto Missoni superare le sfide della pandemia con risultati record. Sotto la guida creativa di Alberto Caliri, le ultime collezioni hanno segnato un incremento del 30%, sovra performando rispetto ai principali competitor del settore. I dati finanziari confermano la solidità del brand: il fatturato è raddoppiato toccando quota 130 milioni di euro, con una redditività in forte ascesa e un Ebitda previsto per l'anno in corso intorno ai 20 milioni di euro. Sono state proprio queste performance a rendere la maison un obiettivo ambito per i grandi fondi, prima della decisiva mossa di Fsi.
Leadership confermata per la nuova fase di espansione
La parola d'ordine per il nuovo corso è continuità. Il piano di espansione, supportato da nuove risorse finanziarie, sarà affidato alla squadra che ha guidato il successo recente. Livio Proli, forte della sua ultraventennale esperienza ai vertici di Giorgio Armani, mantiene la carica di amministratore delegato, mentre Barnaba Ravanne, co-fondatore di Fsi, siede alla presidenza. Insieme a loro, viene confermato l'intero management team, garantendo che l'identità e la visione che hanno reso possibile la crescita del gruppo rimangano il motore pulsante della crescita futura.