Idrogeno, H2IT presente al KEY - The Energy Transition Expo a Rimini Il Presidente Dossi: “Imprese competitive, stimolare la domanda e ridurre i costi dell’energia”
Il settore dell’idrogeno ha bisogno di una visione post PNRR, che sia stabile e coerente, e di un quadro regolatorio che permetta agli investimenti di svilupparsi con obiettivi chiari e che venga approvato, al più presto, il decreto tariffe
H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno, ha preso parte alla Fiera di Rimini, con lo Stand 121, al Padiglione B4, al KEY - The Energy Transition Expo, KEY ENERGY SUMMIT, appuntamento di riferimento dedicato ai temi della transizione energetica.
L’idrogeno è un’opportunità strategica da cogliere. Si inserisce in mercati già esistenti e altamente competitivi, con la capacità di rafforzarli e innovarli. Ciò che occorre con urgenza è un’azione coordinata che sostenga lo sviluppo della filiera e consenta alla tecnologia di ridurre i costi dell’energia grazie a maggiori volumi, apprendimento industriale e innovazione continua.
L’idrogeno non è soltanto una tecnologia, ma rappresenta un’occasione di leadership industriale per l’Italia. Può diventare un motore di crescita e fonte di occupazione qualificata, per questo è fondamentale attivare progetti e costruire una solida forza industriale nazionale.
Le imprese del settore sono pronte e hanno piena consapevolezza del potenziale di sviluppo della filiera. Negli ultimi anni hanno già avviato investimenti significativi, sviluppato tecnologie, formato nuove competenze professionali e consolidato capacità industriali. Esiste, dunque, la possibilità di trasformare l’idrogeno in un fattore di competitività e crescita per il Paese.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato: "Il Governo si è confrontato molto, tenendo conto di tutte le istanze degli operatori per rafforzare le politiche volte ad affrontare la transizione energetica e la garanzia degli approvvigionamenti. Ad oggi il prezzo del gas è legato purtroppo alla questione del blocco dello Stretto di Hormuz e alla speranza che questa instabilità finisca presto. Sugli ETS la posizione dell’UE sarà molto approfondita, considerato il quadro attuale eccessivamente penalizzante. Il sistema manifatturiero italiano, a questi prezzi, non può tenere e quindi dobbiamo intervenire; ma non è solo un problema italiano legato all’energia elettrica, bensì un problema di competitività dell’intera Unione Europea".
Alberto Dossi, Presidente di H2IT, è intervenuto al KEY ENERGY SUMMIT, alla Tavola rotonda "Le proposte delle associazioni", alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
“Il nodo cruciale, in una prospettiva di sviluppo dell’idrogeno – ha osservato Dossi – è rappresentato dal costo dell’energia, principale barriera all’avvio del settore, che dipende in larga misura dal prezzo dell’energia elettrica, che in Italia è ancora elevato e incide per circa il 70% sul costo complessivo della produzione. Per questo è decisiva un’azione coordinata tra i Ministeri che ne sostenga la crescita e contribuisca progressivamente alla riduzione dei costi dell’energia, creando le condizioni per una competitività strutturale del comparto”.
Per H2IT, tra le priorità attuali vi è il “rafforzamento degli strumenti di supporto alla domanda di idrogeno – ha aggiunto – che risulta in crescente sviluppo. Una domanda che deve inserirsi nell’ambito di una reale ed efficiente politica industriale, con l’obiettivo di costruire una strategia coerente con il nuovo Clean Industrial Deal europeo, caratterizzato da competitività industriale, sovranità tecnologica e incremento del valore aggiunto prodotto in Europa”.
Osservatorio 2025 sull’idrogeno in Italia
Come è emerso nell’Osservatorio 2025 sull’idrogeno in Italia, pubblicato da H2IT insieme al Research Department di Intesa Sanpaolo, la filiera è in crescita, con una manifattura che mostra già ricavi e competenze. Secondo i dati dello studio, il 58% delle imprese della filiera dell’idrogeno genera già ricavi dalle attività legate al settore, percentuale che raggiunge il 66% nel manifatturiero. Per più della metà delle imprese, gli investimenti destinati all’idrogeno superano il 10% del totale, con valori ancora più elevati tra imprese manifatturiere e PMI. Le aziende della filiera mostrano un profilo tecnologicamente avanzato: quasi un terzo ha depositato o sta per depositare brevetti ed è diffusa l’adozione di tecnologie digitali. Le aspettative delle imprese sono positive: oltre il 90% si attende una crescita del fatturato al 2026. Per il 32% delle aziende manifatturiere, i ricavi potranno crescere tra il 10 e il 50% al 2026. Le prospettive sono favorevoli anche sul fronte degli investimenti: l’85% delle imprese prevede un aumento al 2026. La pipeline progettuale appare sempre più solida: circa il 70% delle imprese ha progetti in fase avanzata e circa il 25% ha iniziative già in costruzione, in linea anche con le scadenze del PNRR.
Ciò che appare ancora insufficiente è, piuttosto, una piena consapevolezza a livello politico e istituzionale della portata strategica dell’idrogeno e delle sue implicazioni industriali. In questa direzione, è necessario costruire e consolidare una visione politica condivisa e di lungo periodo. Il settore dell’idrogeno ha bisogno di una visione post PNRR, che sia stabile e coerente, e di un quadro regolatorio che permetta agli investimenti di svilupparsi con obiettivi chiari e che venga approvato, al più presto, il decreto tariffe.