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Giovani, sicurezza e cultura della certificazione al centro della crescita del Paese

D’Amato (BV Italia): “Il nostro contributo è finalizzato a realizzare un mondo più sicuro”, dalla formazione alle infrastrutture

Il Vice Presidente per il Sud-Est Europa di Bureau Veritas racconta a Giordano Fatali, per la rubrica “Come costruire un’Italia migliore” in collaborazione con Il Giornale d'Italia, il valore della sicurezza, della formazione e dell’innovazione tecnologica per tutelare cittadini, imprese e ambiente

04 Marzo 2026

D’Amato (BV Italia): “Il nostro contributo è finalizzato a realizzare un mondo più sicuro”, dalla formazione alle infrastrutture

Diego D’Amato, Vice Presidente Area Sud-Est Europa di Bureau Veritas

Diego D’Amato, Vice Presidente per il Sud-Est Europa di Bureau Veritas, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha delineato una visione fondata su giovani, sicurezza e cultura della certificazione come pilastri dello sviluppo del Paese.

Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire? 

Partendo dai giovani, da coloro che prenderanno le redini nel prossimo futuro e devono essere messi in condizione di crescere con prospettive, ottimismo, fiducia. Spetta a noi offrire ai giovani le opportunità per formarsi, sviluppare le proprie vocazioni, inserirsi in un contesto di relazioni in cui imparare che il rispetto, inclusione e collaborazione sono alla base del benessere di una Comunità. All’interno della nostra azienda, abbiamo progetti mirati proprio alle generazioni più giovani, per renderle protagoniste della vita aziendale in un sano confronto intergenerazionale.

Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?

Potrei semplicemente rispondere che il nostro contributo è finalizzato a realizzare un mondo più sicuro, garantendo la fiducia tra le parti nelle transazioni, nei rapporti tra imprese e consumatori, nell’utilizzo di impianti e infrastrutture. Con la nostra attività di controllo, ispezione e certificazione, svolgiamo un ruolo fondamentale per garantire l’affidabilità degli asset: un edificio, un prodotto, un servizio, un processo aziendale, ma anche le competenze di un professionista.

Ci collochiamo – grazie all’impegno e al know-how delle donne e degli uomini che lavorano con noi -  in quei punti nevralgici in cui una carenza di manutenzione, un errore umano, un processo non controllato, un livello di usura non previsto, possono trasformarsi in una tragedia, coinvolgendo vite umane. Operiamo per assicurare valori essenziali come quelli relativi alla salvaguardia dell’ambiente o alla sicurezza dei prodotti che ogni giorno migliaia di famiglie consumano.

La mission di una società TIC (Testing, Inspection, Certification) si svolge in uno scenario tanto ampio da apparire sconfinato, e si connota per il rispetto di standard e best practice – per lo più invisibili agli occhi del cittadino-consumatore - che sono in grado di tutelare e migliorare la quotidianità di ciascuno di noi.

Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro? 

L’innovazione e il nostro terreno di coltura. Per un gruppo come il nostro, l’innovazione non è una scelta; è un obbligo che discende da un lato dal confronto con realtà in continuo cambiamento proprio dal punto di vista dell’applicazione di tecnologia avanzata; dall’altro, dalla necessità di contare su un team in grado di non perdere mai l’appuntamento con l’innovazione tecnologica. Abbiamo la netta consapevolezza che l’innovazione vada di pari passo con l’etica, il rispetto degli stakeholder, il perseguimento di obiettivi importanti come quello della parità di genere; obiettivo per il quale, con orgoglio, Bureau Veritas può affermare di svolgere una funzione di avanguardia. L’innovazione nelle nostre tecniche di verifica ci permette di garantire maggiore sicurezza: è il caso dei droni che si addentrano, al posto dell’uomo, a svolgere ispezioni all’interno di serbatoio alla caccia di gas o emissioni nocive.

L’innovazione nasce anche dalle nuove opportunità di intervento che il legislatore e le istituzioni schiudono per il nostro settore: non è un caso che un decreto del 2024 abbia stabilito una semplificazione dei controlli sulle imprese che vantano un report certificativo, rilasciato da organizzazioni come la nostra. O ancora, è importante ricordare la nuova disciplina anti-greenwashing, che riconosce il grande valore delle certificazioni per una corretta comunicazione al consumatore, in grado di orientare le sue scelte di acquisto in modo consapevole.

Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?

Difficile dare una risposta secca. Mi concedo tre risposte a mio parere emblematiche. Partiamo dalle infrastrutture: tutti ci lamentiamo per i cantieri aperti sulle autostrade, le code, i ritardi; ma l’attività di testing e ispezione su gallerie e viadotti, come purtroppo il drammatico caso del Morandi ha evidenziato, è davvero la nuova frontiera nel campo della mobilità. E lo stesso concetto vale per le infrastrutture energetiche, per gli acquedotti, per gli aeroporti o per gli edifici nelle città. La seconda risposta è relativa alla qualità: la globalizzazione ha prodotto anche distorsioni del mercato e l’immissione di prodotti che presentano contro-indicazioni in termini di sicurezza, igiene alimentare, potenziali effetti nocivi e tossici. La certificazione accreditata è la migliore garanzia per il consumatore. La terza risposta è quella relativa alla qualità delle competenze: certificare professioni, percorsi formativi significa davvero attuare una prevenzione puntuale in un mondo in cui l’errore umano è ancora fra le maggiori cause di incidenti. E formare significa anche costruire un’etica diversa del lavoro, che non può essere solo quella del profitto, bensì quella del bene comune.

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